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Forex: la propensione al rischio torna in primo piano, acquisti sull’euro

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Dopo la decisione di Standard & Poor’s di portare l’outlook sulla tripla A statunitense a “negativo”, le indicazioni macro e gli aggiornamenti arrivati dalle trimestrali made in Usa riportano la propensione al rischio sui mercati. Per quanto riguarda i primi, sopra le stime i dati arrivati dal settore delle costruzioni statunitense.

Il mese scorso i nuovi cantieri sono saliti a 549 mila, contro i 525 mila del consenso, mentre i permessi edilizi si sono attestati di poco sotto quota 600 mila a 594 mila (consenso 540 mila). Indicazioni positive anche dal dato relativo la fiducia dei direttori degli acquisti (Pmi) del manifatturiero europeo, salita a 57,7 punti. Dal fronte trimestrali, meglio delle attese i numeri di Johnson & Johnson e di Goldman Sachs, che nei primi tre mesi hanno messo a segno un utile rispettivamente di 3,5 e di 2,7 mld di dollari.

Sul valutario l’euro guadagna mezzo punto percentuale sia contro il biglietto verde, a 1,4305 dollari, e sia nel cross con la divisa nipponica, a 117,99 yen. Nel corso della prima parte la moneta unica ha beneficiato delle notizie in arrivo dalla Grecia, dove il governo ha piazzato titoli di Stato a 13 mesi per 1,625 mld di euro, al di sopra degli 1,25 mld inizialmente previsti. Il tasso è salito al 4,1%, dal 3,85% precedente.

Oggi sulla mossa di S&P’s è intervenuto il Segretario al Tesoro Usa Timothy Geithner, secondo il quale “la situazione dei conti pubblici, se si guarda alle prospettive nel lungo termine, è migliorata” e la fiducia degli investitori sulla tenuta dell’economia Usa “è evidenziata dai costi che sosteniamo per finanziarci sui mercati”. Il dollaro quota in parità contro yen a 82,500 mentre scende nel cable, il cambio sterlina/dollaro, a 1,6317.

Secondo Anthony Grech di IG Markets sul dollaro/yen bisogna tener d’occhio quota-82, “che è il livello raggiunto quanto ci fu l’intervento congiunto per indebolire la moneta giapponese. I trader del Sol Levante è probabile che vendano yen quando il cross si avvicina a 82 per paura di un altra operazione del genere”.