Forex: la propensione al rischio spinge l'euro

Inviato da Luca Fiore il Lun, 20/02/2012 - 17:20
Le valute ad alto rendimento sotto i riflettori. In attesa del via libera da parte dell'Eurogruppo al nuovo pacchetto di aiuti destinato ad Atene ed alla luce del nuovo taglio del coefficiente di riserva obbligatoria a carico delle banche cinesi, sul valutario spicca l'andamento delle valute direttamente correlate alla propensione al rischio.

Secondo le indiscrezioni circolate ieri, i Paesi europei, anche quelli maggiormente scettici, avrebbero dato il loro assenso alla concessione di un secondo pacchetto di aiuti alla Grecia da 130 miliardi. La gran parte delle risorse sarà utilizzata per finanziare lo swap dei bond e per garantire stabilità al sistema bancario mentre circa un quarto del totale dovrebbe essere utilizzato per un buy-back dei titoli targati Atene.

Ma come detto il buonumore degli operatori è sostenuto anche dalla mossa cinese di tagliare, per la seconda volta in due mesi, il coefficiente di riserva (RRR, Reserve Requirement Ratio). Il tasso era stato spinto al record del 21,5% lo scorso giugno in scia del balzo dell'inflazione al 5,5%.

Il biglietto verde, in genere considerato un rifugio per proteggersi dall'incertezza, in questo momento vede il dollar index, l'indice che misura le performance del dollaro contro un basket di valute, scendere di mezzo punto percentuale a 78,9 punti.

Sale l'eurodollaro che con un rialzo dello 0,3% si porta a 1,3262. "L'euro/dollaro -ha commentato Vincenzo Longo di IG Markets- dopo un'apertura con gap a 1,3198 nella notte (da 1,3140 di venerdì) è salito ai massimi da lunedì scorso a 1,3278. Riteniamo che il cross possa tornare a testare i massimi del 9 febbraio a 1,3320, anche se non è da escludere una chiusura nel breve del gap aperto questa mattina".

In lieve calo invece il cambio con la moneta nipponica, che dopo i massimi da 3 mesi e mezzo a 105,57 in questo momento scambia a 105,37. Scende anche il dollaroyen che scambia 79,45 dopo i massimi da sei mesi a 79,78. Lo storno è stato provocato dai dati relativi la bilancia commerciale nipponica che a gennaio ha registrato il quarto deficit consecutivo attestandosi a -1.475 miliardi di yen.
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