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Forex: nuove divisioni per l’Eurozona, rimbalzo dell’euro dopo i minimi di ieri

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La decisione tedesca di vietare il “naked short selling”, la vendita di titoli allo scoperto senza prenderli in prestito, ha nuovamente gettato i listini tra le braccia dei ribassisti, mentre l’euro si muove in controtendenza riportandosi sopra quota 1,23 contro dollaro. Ieri la Germania introducendo il divieto di vendite allo scoperto ha finito per indebolire ulteriormente l’Eurozona, con gli operatori messi in stato d’allerta da una decisione di questa portata. La misura varata dalla BaFin è servita ancora una volta a sottolineare le divisioni all’interno dell’Eurozona; Angela Merkel ha definito la moneta unica “a rischio”, annunciando che il divieto resterà in vigore fino a che “altre regole saranno prese a livello europeo”.

Michel Barnier, commissario europeo agli affari interni, ha quindi esortato anche gli altri Paesi europei ad adottare provvedimenti simili e dall’Austria sono già arrivati segnali positivi in tal senso. Gli analisti sono scettici su questo tipo di interventi, che storicamente non sono riusciti a fermare i trend ribassisti; questa volta il compito è ancora più arduo, perché più ristretto è l’ambito di intervento.

Come detto oggi la moneta unica si è mossa in controtendenza rispetto ai listini azionari, mettendo a segno un rialzo dell’1,5% contro dollaro a 1,2324 e dello 0,8% nel cross con lo yen a 112,48. Le indicazioni arrivate dal fronte macro statunitense hanno rilevato l’inflazione in calo (inatteso) congiunturale dello 0,1% ad aprile, la prima contrazione da oltre un anno. Non ha invece fatto rilevare variazioni l’indice depurato delle componenti più volatili. Su base annua i prezzi sono saliti del 2,2% (dal +2,3%). I dati non fanno altro che avallare l’attuale politica monetaria, con la Fed che dovrebbe confermare il costo del denaro ai minimi storici fino alla fine del 2010.