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Forex: nel post-Brexit si rafforzano le valute emergenti

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I mercati finanziari sono stati colti alla sprovvista dall’inaspettata decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea. Per i gestori di portafogli europei, ma non solo, si è rivelata un sfida con molte azioni e obbligazioni che hanno avuto difficoltà nella prima fase post-Brexit, in maniera diffusa fra tutti i settori.

Secondo Michael Boye, fixed income trader di Saxo Bank, “in maniera abbastanza prevedibile, le obbligazioni delle società britanniche hanno vissuto una prima fase di debolezza a causa dell’incertezza economica e politica”.

Ma Brexit non significa solo effetti negativi, “Un altro degli effetti della Brexit è stato la completa dissolvenza delle speranze di un possibile rialzo dei tassi di interesse negli USA”, prosegue l’analista, “le valute dei mercati emergenti si sono rafforzate. In Brasile, dove l’ottimismo degli investitori continua a migliorare dopo l’impeachment del presidente Dilma Rousseff all’inizio di quest’anno”.

Dal 24 giugno le valute principali valute dei Paesi emergenti si sono infatti rivalutate nell’ordine di 2-3 punti percentuali. Nel dettaglio, il real brasiliano si è rafforzato nei confronti dell’euro dell’1,45% a 3,69. Il rublo russo è sceso dai massimi storici di fine 2015 ed ha perso un ulteriore 2,2% successivamente al referendum, attestandosi in area 70,85 contro la moneta unica europea. Anche il cambio fra la divisa del Vecchio Continente e il rand sudafricano è arrivato a 16,247 dopo un calo del 2,90 per cento.

Con le turbolenze nel mercato azionario europeo e l’incertezza che regna sui titoli di Stato, con i rendimenti completamente sganciati da qualsiasi metro reale, sono salite anche le obbligazioni dei Paesi in questione.

“Il Banco do Brasil, la banca più grande del Paese ospitante i prossimi giochi olimpici, ha visto le proprie obbligazioni aumentare di valore”, conclude il trader di Saxo.