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Forex: la mossa delle autorità svizzere minaccia la corona norvegese

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Continua la Guerra delle valute. L’espressione, coniata qualche tempo fa dal Ministro dell’Economia brasiliano Guido Mantega, preoccupato per l’eccessivo apprezzamento del real a seguito delle politiche ultra-espansive messe in campo dalle banche centrali, negli ultimi giorni è tornata prepotentemente d’attualità a seguito delle nuove misure annunciate dalla Swiss National Bank.

La SNB ha deciso di fare sul serio, annunciando di aver fissato il cambio con la valuta unica ad un minimo di 1,2 franchi. La mossa è destinata a frenare il continuo apprezzamento della moneta rossocrociata, troppo penalizzante per l’export elvetico.

L’annuncio oltre ad aver indebolito il franco, ha trascinato al ribasso anche lo yen, visto che gli investitori hanno iniziato a scommettere su un intervento simile da parte delle autorità nipponiche. “La Svizzera è la Svizzera”, ha subito precisato il neo Ministro delle Finanze Jun Azumi, consapevole che sarà difficile replicare i provvedimenti presi dalla SNB, che potrebbero aumentare la pressione sulla divisa giapponese.

Intervenire per frenare la corsa dello yen, che dall’inizio dell’anno ha guadagnato circa 5 punti percentuali, sarebbe decisamente più complicato e costoso. Non a caso la strategia seguita negli ultimi anni non è che abbia dato più di tanti risultati e non ha impedito ad agosto al cambio con il dollaro di toccare un nuovo record a 75,95 yen.

La prima difficoltà è rappresentata dal fatto che la politica valutaria a Tokyo è gestita dal Ministero delle Finanze, che per indebolire lo yen dovrebbe gonfiare il debito pubblico, già di per sé a livelli astronomici. In secondo luogo lo yen ha un volume di transazioni, pari a circa 750 miliardi di dollari al giorno, più che triplo rispetto a quello del franco. È quindi realistico pensare che un calo della moneta giapponese sarebbe possibile solo tramite un intervento coordinato, in linea con quello messo in campo all’indomani del terremoto.

Intanto le misure annunciate dalle autorità svizzere hanno spinto al rialzo la corona norvegese, che in corrispondenza dell’annuncio della SNB ha registrato la migliore performance nei confronti del franco e che ieri ha messo a segno i massimi da 8 anni sull’euro. La Norvegia nel 2010 ha registrato un avanzo di bilancio al 10,5% del Pil, il maggiore tra i Paesi che possono vantare la tripla A, ha il più basso tasso di disoccupazione della Zona Euro e l’industria petrolifera gli ha permesso di uscire dalla crisi economica. In questo momento il cambio euro/corona si attesta a 7,577 mentre per acquistare un dollaro sono necessarie 5,3861 corone.

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