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Forex: la moneta unica sopra 1,24 contro dollaro, Cameron preoccupato dall’inflazione

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La moneta unica continua a recuperare terreno sul valutario. La terza seduta consecutiva di guadagni sulle piazze asiatiche aumenta negli operatori l’appetito per il rischio, anche se è da rilevare che gli aggiornamenti macroeconomici arrivati dal Giappone, e quelli di ieri dagli Stati Uniti (revisione al ribasso del Pil del primo trimestre e nuove richieste di sussidio in calo meno del previsto), hanno un po’ raffreddato gli entusiasmi.

Ad aprile l’indice dei prezzi al consumo giapponese ha registrato un calo di 1 punto e mezzo percentuale, segno che la deflazione resta uno dei maggiori problemi dell’economia del Sol Levante, ed il tasso di disoccupazione è salito al 5,1%. Indicazioni negative anche dalle spese dei consumatori, -0,7% congiunturale; ha invece stupito in positivo il +4,9% annuo delle vendite al dettaglio.

Nonostante l’affievolirsi dei recuperi sui mercati finanziari, l’euro continua la sua risalita e, dopo un massimo di seduta toccato a 1,2453, in questo momento nel cross con il dollaro si conferma sopra quota 1,24 a 1,2408 (+0,34%). Una prima resistenza è individuabile in area 1,245. La moneta unica beneficia del sostegno di Pechino e delle migliorate condizioni dell’interbancario, dopo la stabilizzazione del Libor.

Intanto la sterlina quota in lieve rialzo sul dollaro portando il cable (gbp/usd) a 1,4574. Oggi David Cameron, nonostante l’indipendenza dalle interferenze politiche di cui gode la Bank of England, si è detto preoccupato dell’andamento dei prezzi al consumo che ad aprile hanno toccato il 3,7% annuo, contro il 2% del target-BoE. Sempre per quanto riguarda la Gran Bretagna, la fiducia dei consumatori Gfk a maggio è scesa ai minimi da 5 mesi a -18 punti.

Nella seconda parte di seduta appuntamento con i dati statunitensi su spese per consumi personali, che dal +0,6% di marzo sono attese in rallentamento al +0,3% congiunturale, e redditi, pronosticati al +0,3%. Poco dopo l’apertura di Wall Street sarà la volta del Pmi Chicago, che gli analisti vedono in calo a 62 punti dopo i 63,8 precedenti, e chiuderà la giornata e l’ottava il dato definitivo relativo la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan, attesa in crescita a 73,5 punti dai 73,3 dell’indice preliminare.

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