Forex: minimi da tre anni e mezzo per il cambio euro/sterlina

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I mercati tornano in modalità risk-off. Le indicazioni deludenti arrivate venerdì scorso dal mercato del lavoro statunitense e l’esito delle elezioni in Francia e Grecia hanno ridotto la propensione al rischio degli operatori affossando le quotazioni della moneta unica.

Se da un lato la vittoria di Hollande potrebbe incrinare l’asse franco-tedesco, gli operatori temono che i risultati delle elezioni greche possano portare ad un cambio di rotta nel percorso di consolidamento dei conti pubblici ellenici. Le consultazioni in Grecia hanno evidenziato un calo dei partiti tradizionali a favore delle formazioni maggiormente anti-sistema che negli ultimi mesi hanno cavalcato il malcontento creato dalla pesante fase recessiva.

Secondo gli analisti di Citigroup l’esito delle elezioni di ieri in Grecia fa salire il rischio di un’uscita del Paese dall’Euro nei prossimi 12-18 mesi. Per la precisione le probabilità salgono dal 50% precedente a un intervallo compreso tra il 50 e il 75%. Secondo gli esperti della banca Usa, l’opposizione alle misure di austerità dimostrata dall’opinione pubblica greca potrebbe determinare difficoltà a coagulare il consenso politico necessario a mantenere il Paese nell’euro.

Le tensioni hanno spinto l’eurodollaro a livelli che non si vedevano dallo scorso febbraio a 1,2961 ed il cross con la sterlina a 0,8040 pound, il livello più basso da tre anni e mezzo. La pubblicazione dell’indice tedesco che misura l’andamento degli ordini al settore manifatturiero, salito a marzo di un inatteso +2,2% m/m (consenso +0,5% m/m), ha riportato il primo cross sopra quota 1,3 a 1,3054 mentre l’eurgbp attualmente scambia a 0,8075.

Per quanto riguarda l’incrocio con il greenback, “un grafico che consideri l’ultima grande salita compiuta da inizio gennaio -si legge nella nota preparata oggi dagli analisti di FXCM- testimonia perfettamente come il livello al quale sia arrivato il cambio venerdì, 1,2960, sia uno di quelli davvero significativi: le percentuali di ritracciamento di Fibonacci indicano, infatti, come il livello raggiunto rappresenti il 61,8% del movimento positivo compiuto fra 1,2625 e 1,3480 e che quindi una rottura confermata avrebbe molte probabilità di completarsi sul livello di minimo di gennaio scorso”.

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