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Forex: il mercato sembrerebbe credere alle nuove minacce in arrivo dal Giappone

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Nonostante l’avversione al rischio stia continuando ad influenzare pesantemente le scelte degli operatori, oggi sul valutario stiamo assistendo ad un lieve indebolimento della moneta giapponese, frutto da un lato del possibile intervento delle autorità nipponiche (oggi a parlare è stato il Ministro delle Finanze Yoshihiko Noda) e dall’altro di un movimento fisiologico dopo i minimi da 15 e 9 anni nei cross usd/jpy e eur/jpy. Il primo in questo momento scambia a 84,570, mezzo punto percentuale in più rispetto al dato precedente, mentre l’euro/yen quota 10,681, con un guadagno dello 0,4%.

La moneta unica oggi ha potuto beneficiare dell’indice di fiducia tedesco Ifo, salito sopra le attese ad agosto a 106,7 punti, mentre sul dollaro ancora una volta pesano le indicazioni macroeconomiche (ordini di beni durevoli e vendite di nuove case sotto le attese), che hanno ridotto i guadagni contro yen e momentaneamente accentuato la ripresa della moneta unica sul greenback.

Per acquistare un euro sono necessari 1,2629 dollari, un dato in linea con il precedente (1,2635). Oggi l’euro ha pagato pegno al downgrade dell’Irlanda da parte di Standard & Poor’s, che ha riportato lo spread tra titoli di stato a dieci anni di Grecia e Germania sopra 900 punti, nel cross con il franco svizzero, che ha registrato poco fa un nuovo minimo storico a 1,2970.