Forex: il loonie ritorna nei pressi della parità con il dollaro Us, giù il kiwi

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Quotazioni del dollaro canadese in salita per il quarto giorno consecutivo rispetto al dollaro Usa. Il cosiddetto loonie ha toccato oggi un massimo a 0,9975 rispetto al biglietto verde portandosi sui massimi a oltre un mese. Massimi a oltre un mese anche per il dollaro australiano che oggi ha toccato un massimo a 1,0487. Ieri le commodity currencies hanno beneficiato delle positive indicazioni arrivate dalla Cina con la lettura flash dal Pmi manifatturiero cinese elaborata da Hsbc che ha evidenziato una salita a 51,1 punti dai 49,9 del mese precedente. Il dato ufficiale del Pmi cinese è in agenda il 1 novembre.

Oggi la Bank of Canada dovrebbe mantenere i tassi fermi all’1% con l’inatteso nuovo surriscaldamento dei prezzi a settembre (+3,2% annuo e +2,2% a livello “core”, sui massimi dal 2008) che ha contribuito ad allontanare l’ipotesi di un taglio dei tassi da parte della Bank of Canada nei prossimi mesi. Oggi è attesa anche la lettura di agosto delle vendite al dettaglio in Canada, attese in rialzo dello 0,3% su base mensile.

Tra le commodity currencies si muove in controtendenza invece il dollaro neozelandese, conosciuto con il nome kiwi, in calo di circa mezzo punto percentuale rispetto al dollaro Us dopo i riscontri sull’inflazione con un rialzo limitato allo 0,4% nel terzo trimestre rispetto al trimestre precedente. I dati diffusi dall’Ufficio di Statistica sono sotto le attese che erano per un +0,7% t/t dopo il +1% del trimestre precedente. A livello tendenziale i prezzi risultano in ascesa del 4,6% alla fine del terzo trimestre rispetto al +5,3% precedente.

Per quanto concerne l’euro, il cross eur/$ è ritornato nell’ultima mezz’ora nei pressi dei massimi a 6 settimane a 1,3945 dollari con le crescenti attese in vista del vertice Ue di domani. “Attualmente il mercato sta prezzando un pacchetto europeo che possa rivelarsi risolutivo – commentano oggi gli analisti di CMC Markets – tuttavia la percentuale di haircut che verrà applicata ai bondholder privati, l’ammontare della ricapitalizzazione effettiva delle banche e la leva che verrà accordata al fondo Efsf rappresentano elementi in grado di confermare o invertire il trend di acquisti in atto”.

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