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Forex: Lisbona penalizza l’euro, Plosser spinge il dollaro

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Le tensioni nel Vecchio continente si fanno sentire sulla moneta unica. Dopo le dimissioni dell’esecutivo portoghese ed il taglio del rating da parte dell’agenzia Fitch, oggi è stata la volta di Standard & Poor’s, che ha ridotto il giudizio su Lisbona ed annunciato che il rating potrebbe subire nuovi tagli.

Penalizzata quindi la moneta unica, dopo che nelle ultime sedute era stata sorretta dalle attese di un prossimo rialzo del costo del denaro. In questo momento l’eurodollaro quota in calo dello 0,6% a 1,4078 mentre il cross con lo yen scende dello 0,2% a 114,53. Intanto oggi la riunione dei capi di stato e di governo europei ha trovato l’accordo su governance economica, fondo permanente anti-crisi e stress test sulle centrali nucleari volontario ma sulla base obiettivi e modalità coordinati.

Il biglietto verde, che quota 81,370 yen, è spinto al rialzo anche dalle parole di Charles Plosser, Presidente della Fed di Philadelphia. Plosser ha detto che la Banca centrale Usa deve invertire la rotta, mettendo fine alla politica ultra-espansiva “in un futuro non troppo lontano” al fine di evitare il ritorno dell’inflazione. Il biglietto verde perde terreno contro le commodity currencies, con il dollaro australiano in primo piano. L’aussie spinto dalla propensione al rischio quota ai massimi da 29 anni a 1,0253 dollari.

Per quanto riguarda i dati macro del giorno, nella prima parte migliore delle attese l’indice tedesco Ifo sul clima degli affari, che a marzo si è attestato a 111,1 punti. Dagli Stati Uniti revisione al rialzo per il Pil del 4° trimestre, salito del 3,1%, mentre indicazioni deludenti sono arrivate dal dato definitivo relativo la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan, a 67,5 punti a marzo.