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Forex: le tensioni sull’Italia pesano sull’euro, salgono le valute rifugio

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Rimangono alte le tensioni sui mercati che oggi viaggiano in flessione. Oltre alle deboli indicazioni arrivate venerdì dal mercato del lavoro Usa, in Europa a tenere banco è principalmente la crisi del debito con i crescenti timori che il contagio colpisca anche l’Italia. E stamattina l’incertezza che pende sull’Italia ha portato il differenziale di rendimento tra il Btp italiano a dieci anni e il suo corrispettivo tedesco (Bund) fino ai nuovi massimi a quota 268 punti base. Cresce anche lo spread dei titoli di stato spagnoli salito a 306 punti base.

Alle 10.40 il cross euro/dollaro viaggia nei pressi dei minimi di giornata a quota 1,414 dollari. Si rafforzano invece le valute rifugio con lo yen in salita dello 0,70% sull’euro e il franco svizzero che guadagna lo 0,75% con cross euro/chf a 118,39, non lontano dai minimi storici.

L’Italia potrebbe essere al centro del dibattito odierno tra i vertici dell’Unione Europea. Il portavoce del presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, ha però ribadito che la riunione odierna, che precederà quella dell’Ecofin prevista nel pomeriggio, farà il punto sulle diverse posizioni legate al dossier Grecia, mentre “non si parlerà di Italia”. Il meeting odierno vedrà la presenza del presidente dell’Ue, Herman Van Rompuy, del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, del presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, del commissario Ue agli affari economici, Olli Rehn e del presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Parteciperà anche il direttore generale del Tesoro italiano, Vittorio Grilli, ma nella sua qualità di presidente dell’Efc, l’European Financial Committee.

All’ordine del giorno dei diversi incontri odierni rimane comunque il secondo piano di aiuti alla Grecia. In particolare sull’ipotesi di partecipazione dei creditori privati al piano. Il ministro delle Finanze tedesco settimana scorsa ha fatto sapere che un accordo sul coinvolgimento del settore privato al debito ellenico e quindi sul secondo piano di aiuti verrà trovato entro settembre, “ma ciò rappresenta un ulteriore ritardo a una tempistica già stretta – avvertono gli analisti di Ing – e un piano di rollover dovrebbe essere messo in atto prima, specialmente visti i 7 miliardi di euro in scadenza ad agosto”.