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Forex: le tensioni in Medio-Oriente spingono al ribasso il dollaro

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Il dollaro perde terreno. Se nel corso della prima parte del pomeriggio il biglietto verde aveva capitalizzato le indicazioni sopra le attese arrivate dal settore delle costruzioni e dai prezzi alla produzione, le nuove tensioni geopolitiche in Medio-Oriente hanno riportato gli acquisti sulla divisa giapponese. Due navi da guerra iraniane sono dirette verso la Siria, alleato di Teheran. Dal ministero degli Esteri israeliano la mossa è stata letta come “l’ennesima provocazione” e gli analisti politici non escludono una risposta da parte di Gerusalemme. Dopo aver toccato quota 83,960 yen, in questo momento il biglietto verde scambia a 83,700 yen.

Dal fronte macro statunitense sopra le attese i dati su nuovi cantieri (596 mila), permessi edilizi (562 mila) e Ppi “core” (+0,5%), quello calcolato al netto delle componenti più volatili (+0,8% per il dato completo). Indicazioni sotto le stime invece dalla produzione industriale, scesa a gennaio dello 0,1%, primo calo dal giugno 2009.

Sale l’eurodollaro, che con un +0,4% si porta sopra 1,35 a 1,3547. Secondo Christopher Beauchamp di IG Markets “l’euro si è mosso in scia della notizia che la banca tedesca WestLB ha raggiunto un accordo su ristrutturazione e ridimensionamento”.

Tonfo invece per la sterlina, appesantita dalla pubblicazione dell’inflation report da parte della Bank of England. La banca centrale britannica nel rimarcare che la crescita economica sarà altalenante nei prossimi trimestri ha abbassato le proprie stime; l’inflazione, sempre secondo la BoE, sarà compresa tra il 4 e il 5% per poi tornare a scendere. Gli operatori hanno letto questi dati come un annuncio di una prossima fase di stagflazione in Gran Bretagna. Per acquistare un euro sono necessari 0,8434 sterline ed il cable, il cambio sterlina/dollaro, scende a 1,6061.

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