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Forex: le tensioni in Europa favoriscono le vendite sull’euro

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I rumor sul presunto stop della Bundesbank ai titoli periferici del Club Med ed i dati macro spingono al ribasso l’euro. Alle 17:15 per acquistare un euro sono necessari 1,3313 dollari e 109,3 yen, -0,3 e -1,3 per cento in meno rispetto al dato precedente. Nel corso della seduta i due cross hanno toccato un minimo rispettivamente a 1,3277 ed a 108,94.

Le vendite sull’euro sono iniziate dopo che sul mercato si sono diffuse voci (smentite) relative a uno stop da parte della Bundesbank, la banca centrale tedesca, all’utilizzo dei titoli di Stato di Grecia, Irlanda e Portogallo come collaterale nelle operazioni di finanziamento.

Il movimento ribassista si è intensificato dopo la pubblicazione degli aggiornamenti macro. A marzo l’indice Pmi relativo il comparto manifatturiero ha registrato l’ottava contrazione consecutiva mentre il tasso di disoccupazione è sceso a livelli che non si vedevano da 14 anni. La lettura finale del Pmi manifatturiero dell’Eurozona ha evidenziato un calo a 47,7 punti, dai 49 punti di febbraio, mentre il tasso di disoccupazione si è portato dal 10,7 al 10,8 per cento.

Le notizie in arrivo dall’Europa nel confermare le difficoltà delle economie del Vecchio continente hanno vanificato l’effetto positivo legato alla crescita del Pmi cinese ai massimi da undici mesi a 53,1 punti.

Buone notizie invece dalla Gran Bretagna, dove l’incremento a 52,1 punti (consensus 50,7 punti) del Pmi ha permesso alla sterlina di portarsi ad un massimo di seduta a 1,6062 dollari, il livello massimo da metà novembre. In questo momento il cable ha parzialmente ritracciato i guadagni e quota 1,6024.

Sempre per quanto riguarda l’agenda macro, due velocità per gli aggiornamenti arrivati nel corso del pomeriggio dagli Stati Uniti. L’Ism manifatturiero ha registrato una crescita di 1 punto a 53,4 mentre le spese per costruzioni sono scese di un inatteso 1,1% mensile.