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Forex: le notizie in arrivo da Pechino sostengono l’avversione al rischio

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La fase “risk off” sul valutario innescata dal secondo incremento dei prezzi dei carburanti in Cina sta favorendo le valute rifugio a scapito delle monete ad alto rendimento. Tra le prime spicca il biglietto verde, tornato nel corso della seduta a ridosso di quota 80 punti, mentre in prima fila tra le monete maggiormente legate alla propensione al rischio ci sono le commodity currencies, particolarmente esposte all’andamento economico del celeste impero.

La National Development and Reform Commission ha annunciato di aver rivisto al rialzo, per la seconda volta da inizio anno, i prezzi dei carburanti a causa dell’andamento del greggio sui mercati internazionali. L’incremento è pari a 600 yuan/ton e si tradurrà in un aumento del 7% per la benzina e del 7,8% per il diesel da trasporto.

Nonostante il gap tra i prezzi dei carburanti in Cina e quelli dei competitor internazionali resti considerevole, gli investitori sono preoccupati che la misura possa rallentare ulteriormente la crescita cinese. Nel corso della seduta indicazioni negative sono arrivate anche dall’Associazione dei costruttori di auto che hanno lanciato un warning sulle vendite 2012. Secondo le nuove stime diffuse dalla CAAM (China Association Of Automoblie Manufacturers) la crescita delle vendite di auto quest’anno potrebbe risultare inferiore al 5%, contro il +8% stimato in precedenza.

In questo momento il cambio tra il dollaro australiano e la divisa statunitense scende di oltre 1 punto percentuale portandosi a 1,0486 mentre il cross con la divisa neozelandese registra un rosso dello 0,9% a 0,8173.

Indicazioni positive dal fronte macro statunitense. A febbraio i nuovi cantieri per la costruzione di abitazioni si sono attestati a 698 mila unità ed i permessi edilizi hanno superato le 700 mila unità a 717 mila. Il primo dato era previsto a 695 mila mentre i per i permessi di costruzione era stato pronosticato un incremento più contenuto a 690 mila.

I dati macro britannici hanno invece evidenziato un calo dell’inflazione a febbraio dal 3,6 al 3,4 per cento annuo. Il cable, il cambio sterlina/dollaro, scende dello 0,1% a 1,5858 dopo aver tentato un test al supporto di brevissimo termine a 1,5829. “Confermiamo -ha dichiarato Vincenzo Longo di IG Markets- la resistenza a 1,59 e subito dopo a 1,60. Domani saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del Comitato di Politica monetaria della Banca centrale inglese (BoE). “Riteniamo -continua Longo- che se nelle minute della BoE dovessero esserci più ‘colombe’ rispetto all’ultimo appuntamento la sterlina potrebbe deprezzarsi nel corso della seduta”.

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