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Forex: le divisioni affossano l’euro, commodity currencies sugli scudi

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Dollaro e yen tornano a guadagnare terreno nel cross con la moneta unica, che resta sotto pressione a causa delle incertezze legate alla questione-Grecia. Dopo aver rimandato qualsiasi tipo di intervento concreto, ieri il cancelliere tedesco Angela Merkel è passata all’attacco arrivando a chiedere l’espulsione dalla Zona Euro dei Paesi che non rispettano i parametri del Patto di Stabilità.

Se l’aiuto dall’Unione europea dovesse rimanere lettera morta anche dopo il summit in agenda per il 25-26 marzo, allora per Atene l’unica strada percorribile (anche se Papandreu all’Europarlamento ha precisato che il governo greco “preferirebbe una soluzione europea”) sarebbe rappresentata dal ricorso al Fondo monetario internazionale.

Una soluzione già caldeggiata dal portavoce del ministero delle finanze tedesco, secondo il quale solo il Fondo dispone degli strumenti per tirare la Grecia fuori dai guai. Sulla stessa linea della Germania ci sarebbero anche Finlandia, Olanda e Italia. Europa quindi spaccata: da un lato chi preferisce una soluzione esterna per non mettere a repentaglio Maastricht e dall’altro chi non vuole affidare a Washington la soluzione di un problema interno. L’Fmi dal canto suo, per bocca del direttore delle relazioni esterne Caroline Atkinson, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta di assistenza finanziaria dalla Grecia.

Le indicazioni arrivate nel pomeriggio dal fronte macroeconomico statunitense non hanno offerto una direzionalità precisa, con le nuove richieste di sussidio in calo di 5 mila unità (a 457 mila con il consenso a 455 mila), l’inflazione invariata a febbraio (+0,1% le attese) ed il deficit delle partite correnti salito a 115,6 mld nel 4° trimestre (segno che i consumi stanno ripartendo). Alle 15 è stata la volta del Philadelphia Fed di marzo (18,9 punti) e del superindice (+0,1%).

Per acquistare un euro sono necessari 1,361 dollari (-0,5%) e 123,1 (-0,7%) yen. Ma se le due monete fanno la voce grossa contro euro, lo stesso, come ha giustamente rilevato Ashraf Laidi, Chief Market Strategist di CMC Markets, non si può dire dei cross con le commodity currencies (Cad, Aud, Nzd) che tendono a beneficiare “dell’appetito per il rischio e dell’insistenza della Fed nel mantenere i tassi ad un livello troppo basso”.