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Forex: inversione a U per l’euro, la moneta unica torna a salire

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Forte volatilità sul mercato valutario con l’euro che prima scivola sotto quota 1,22 dollari e poi risale repentinamente la china tornando a guadagnare terreno verso dollaro e yen. Alle 10.28 il cross euro/dollaro viaggia sui massimi di giornata a 1,2282 dollari, mentre l’euro/yen staziona a 108,53.

In vista dei dati sul mercato del lavoro in arrivo domani e che potrebbero riservare sorprese negative dopo le deboli stime Adp arrivate ieri, le piazze finanziarie europee oggi pagano il nuovo alert lanciato da Moody’s sulla Spagna e al debole dato sul settore manifatturiero cinese. Dopo Standard & Poor’s e Fitch, anche Moody’s potrebbe bocciare il merito di credito della Spagna. L’agenzia di rating ha messo sotto osservazione per un possibile taglio il rating al momento ancora tripla A di Madrid. L’agenzia prende atto del peggioramento delle prospettive di crescita a breve e lungo termine del paese iberico e le sfide che il governo socialista di José Luis Zapatero dovrà fronteggiare per raggiungere i propri obiettivi di risanamento fiscale. Il rapporto deficit/pil spagnolo nel 2009 è stato dell’11,2%, mentre il rapporto debito/Pil, pari a circa il 55%, secondo Moody’s potrebbe salire all’80% del Pil entro il 2014.

Deboli indicazioni macro dalla Cina con l’indice Pmi manifatturiero della Cina è sceso a giugno a 52,1 punti dai precedenti 53,9. Le attese erano per un calo a 53,2 punti. In vista dei dati di venerdì sul mercato del lavoro (il consensus è sceso nell’ultimo giorno a -125 mila), la stima Adp sull’andamento dell’occupazione nel settore privato ha visto a giugno la creazione di 13 mila nuovi posti di lavoro (consenso +60 mila). Oggi è atteso l’indice Ism manifatturiero degli Usa. La lettura di giugno è attesa in leggero calo a 59 punti dai 59,7 di maggio. Il dato sulla fiducia delle imprese americane è da monitorare con attenzione perché nei giorni scorsi la fiducia dei consumatori Usa è crollata a sorpresa a 52,9 punti dai 63,3 della lettura precedente. Un eventuale flessione anche nelle aspettative delle imprese confermerebbe i timori per un rallentamento della congiuntura nei prossimi mesi.