Forex: l’incubo nucleare spinge gli operatori verso lo yen

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Il rischio di una catastrofe nucleare spinge l’avversione al rischio degli investitori. Le ultime notizie in arrivo dal Giappone non sono per niente confortanti. Secondo il n.1 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica il nocciolo del reattore numero 2 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi potrebbe aver riportato danni. Intanto i livelli delle radiazioni a Tokyo sono saliti a 23 volte la soglia considerata normale.

Secondo le stime degli analisti il terremoto prima e lo tsunami poi taglieranno la crescita del Pil giapponese del 3%. La BoJ ha annunciato che inietterà la cifra record di 7 mila miliardi di yen, pari a 85,5 miliardi di dollari, per assicurare stabilità ai mercati finanziari. Fondi freschi anche per il programma di acquisto di asset, destinato a crescere di 5 mila miliardi di yen (61 miliardi di dollari) a 40 mila miliardi di yen.

Nonostante questo, sul valutario la moneta nipponica continua a mostrare i muscoli, scambiando a 112,97 nell’eurjpy ed a 80,830 yen nello usdjpy. I cross registrano rispettivamente un -1,3% ed un -1,2%. Lo yen beneficia del calo della propensione al rischio e del rientro dei capitali in patria.

L’eurodollaro quota in leggero calo a 1,3976. Poco fa il Federal Open Market Committee (FOMC), il braccio operativo della statunitense Federal Reserve, ha annunciato di aver confermato all’unanimità il costo del denaro nel range 0-0,25% ed il programma di acquisto asset, il quantitative easing 2, a 600 mld di dollari. Entrambe le decisioni erano state correttamente pronosticate dal mercato. Per quanto riguarda i dati macro due velocità per il tedesco Zew, sceso a 14,1 punti, e per l’Empire manufacturing a 17,5 punti

John J. Hardy, Consulente di Saxo Bank, definisce “spassose” le dichiarazioni di Bini Smaghi relative alle pressioni inflazionistiche, “alla luce del calo di 5 dollari messo a segno dal greggio e dell’incremento dell’Euribor a 12 mesi”.

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