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Forex: in Europa si torna a parlare della ristrutturazione del debito greco

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Secondo quanto riportato dal giornale tedesco Die Welt, il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha dichiarato che per la soluzione della questione del debito Greco potrebbero essere necessarie “misure addizionali”. Schaeuble ha prospettato l’ipotesi di “una ristrutturazione del debito di Atene” che però “potrebbe avvenire solo su basi volontaria”. L’italiano Lorenzo Bini Smaghi, membro del board della Banca centrale europea, ha definito una simile ipotesi “catastrofica”.

Da IG Markets l’analista Anthony Grech rileva che l’andamento della moneta unica è stato penalizzato anche dalle notizie in arrivo dalla Finlandia. La nuova maggioranza parlamentare che uscirà dalle elezioni del 17 aprile “potrebbe bloccare il piano di aiuti destinato al Portogallo, visto che la Finlandia è l’unico paese della Zona Euro in cui i prestiti di salvataggio dello European Financial Stability Facility devono essere approvati dal parlamento”.

Il cross eurodollaro è così scivolato ad un minimo di seduta a 1,4364 ed in questo momento per acquistare un euro sono necessari 1,4462 dollari. Il recupero della moneta unica, che nel corso della prima parte ha anche toccato un massimo da 16 mesi a 1,4514 dollari, è stato favorito dall’indebolimento del biglietto verde a seguito della pubblicazione dei dati macro.

La scorsa settimana le nuove richieste di sussidio hanno registrato un inatteso balzo di 27 mila unità a 412 mila, conto le 380 mila del consenso. Dal fronte prezzi, indicazioni sotto le attese dal Ppi (Producer price index) che a marzo ha registrato un rialzo dello 0,7%, contro il +1% del consenso. Il dato calcolato al netto dei prezzi dei prodotti alimentari ed energetici, il c.d. indice “core”, ha messo a segno un +0,3%, +0,1% rispetto alle attese.

Il biglietto verde perde terreno anche contro la divisa giapponese. Il cross tra le due valute dopo esser sceso sotto quota 83 a 82,95 scambia a 83,170 yen. Il dollar index quota ai minimi dal dicembre 2009 a 74,7 punti. Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, domani appuntamento con il dato relativo l’inflazione a marzo, attesa il rialzo di mezzo punto percentuale.