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Forex immobile dopo il massimo dell’Euro/dollaro a 1,5000

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All’indomani del raggiungimento da parte dell’Euro di quota 1,500 rispetto al dollaro, la moneta unica europea questa mattina torna lievemente a scendere a 1,4960 (-0,35%) rispetto al biglietto verde. Invariata invece a 1,512 rispetto al franco svizzero, a 0,904 rispetto alla sterlina e a 136,84 rispetto allo yen.


A favorire il recupero del biglietto verde contribuisce quanto è emerso dal Beige Book della Fed pubblicato ieri sera, secondo il quale la congiuntura negli Stati Uniti si è stabilizzata e in alcuni distretti economici è leggermente migliorata. I maggiori segnali di risveglio sono giunti dal settore manifatturiero e dall’immobiliare residenziale. Il comparto che mostra la maggior debolezza è quello degli immobili commerciali. Il Beige Book evidenzia però che la domanda di beni di consumo rimane fiacca, nonostante il piano di incentivi per l’acquisto di nuove auto abbia funzionato e sortito gli effetti sperati. La spesa per consumi negli Usa si conferma debole anche se si riscontrano dei miglioramenti in questa direzione.

Segnali di miglioramento della congiuntura sono giunti questa mattina dalla Cina. L’Ufficio nazionale di statistica cinese ha comunicato che nel terzo trimestre il Pil della Cina è cresciuto dell’8,9% rispetto all’analogo periodo del 2008 sulla scia della forte performance di tutti i comparti economici ad eccezione dell’export. Con il Pil in crescita nei primi 9 mesi del 2009 del 7,7%, il governo ha fatto sapere che l’obiettivo di crescita annua dell’8% per il 2009 è ora facilmente raggiungibile.


Nella seduta di oggi in calendario numerosi dati economici negli Usa come le richieste settimanali di nuovi sussidi alla disoccupazione previsti in leggera crescita 519mila unità, il Leading indicator di settembre stimato in crescita dello 0,8% dopo il +0,6% di agosto e i prezzi delle case ad agosto previsto in ripresa dello 0,3 per cento. Da rilevare infine i numerosi interventi di alcuni membri del Fomc a partire dal tardo pomeriggio.


Nessuna indicazione di rilievo per la sterlina è giunta dalle minute dell’ultima riunione della BoE comunicate ieri mattina. Dal documento è emersa la necessità di mantenere ancora bassi i tassi di interesse in Gran Bretagna. I membri dell’istituto centrale hanno differenti visioni circa le previsioni di rischio dell’inflazione a medio termine, tuttavia sono d’accordo che i recenti sviluppi non sono stati sufficientemente convincenti per giustificare la revisione del target delle manovre di quantitative easing o per modificare il livello dei tassi bancari. La discussione è stata rinviata a novembre quando le nuove previsioni di crescita e inflazione permetteranno di avere uno scenario più chiaro della situazione.