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Forex: la Grecia torna alle urne, euro ai minimi da metà gennaio

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Dura poco il recupero dell’euro. Nonostante le indicazioni migliori delle attese arrivate nella prima parte di seduta, la lettura preliminare del Pil tedesco del primo trimestre 2012 ha evidenziato un’espansione congiunturale dello 0,5%, nettamente superiore alle attese ferme allo 0,1%, le notizie in arrivo da Atene nel corso del pomeriggio hanno spedito l’eurodollaro ai minimi da metà gennaio a 1,2753.

“Dal punto di vista grafico -ha commentato Vincenzo Longo di IG Markets- il cross ha accelerato al ribasso, rompendo l’1,28 e trovando un supporto temporaneo a 1,2770. Tra gli oscillatori, l’Rsi è tornato nuovamente sulla soglia dell’ipervenduto nel grafico orario e questo potrebbe indurre a pensare in un lieve rimbalzo con resistenza a 1,28”.

Ad Atene anche l’ultimo tentativo è fallito e la parola tornerà agli elettori. Ad annunciarlo il leader del Pasok Evangelos Venizelos. “La Grecia va verso nuove elezioni per colpa di qualcuno che ha messo i propri interessi al di sopra di quelli della nazione”, ha detto Venizelos accusando indirettamente Syriza, la coalizione della sinistra radicale superfavorita in vista della nuova consultazione elettorale. A questo punto l’uscita di Atene da Eurolandia si fa sempre più probabile. Il n.1 del Fmi, Christine Lagarde, ha già fatto sapere che “bisogna essere tecnicamente preparati a ogni eventualità”.

Le notizie in arrivo da Atene hanno fatto tornare in primo piano l’avversione al rischio, favorendo le valute rifugio. L’indice che misura le performance del biglietto verde, il dollar index, in questo momento segna un rialzo di mezzo punto percentuale portandosi in quota 81 punti. Tra gli altri cross, parità per il cambio euro/sterlina che a 0,7971 si conferma ai minimi dal novembre 2008.