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Forex: la Grecia riporta l’Euro sotto pressione

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Nuove tensioni dal fronte greco. Secondo indiscrezioni (smentite da Papaconstantinou) Atene potrebbe cercare di bypassare il Fondo monetario internazionale per evitare le misure di austerità (e le critiche dal fronte interno) che un intervento di Washington comporterebbe. Non solo. L’esecutivo starebbe per collocare tra i 5 e i 10 miliardi di dollari negli Stati Uniti travestita da Paese emergente. Notizie che hanno riportato a galla le incertezze di un mese fa circa, portando la moneta unica a scambiare a 1,3382 contro dollaro (-0,75%) ed a 125,75 (-1,13%) nel cross con lo yen.

In evidenza anche le commodity currencies, con in prima fila un dollaro australiano (Eur/Aud a 1,4473) ringalluzzito dal quinto rialzo dei tassi consecutivo (nelle ultime sei riunioni del board) del costo del denaro. In scia dell’aussie anche il dollaro canadese, a 1,3366 contro euro ed a 0,9991 vs il dollaro.

Non sta messa meglio la sterlina, dopo che gli ultimi sondaggi hanno indicato i conservatori in vantaggio di soli 4 punti percentuali in vista delle elezioni del prossimo 6 maggio; calcolando una possibile rimonta laburista nelle prossime settimane, gli operatori temono un parlamento penalizzato dalle divisioni interne ed incapace di gestire la difficile congiuntura. Contro euro la sterlina scambia a 0,8802 mentre il cable perde lo 0,6% portandosi a 1,5199.

Dal fronte macro, bene la fiducia degli investitori europei ad aprile (indice Sentix a 2,5 punti da -7,5) ed indicazioni positive anche dalle vendite al dettaglio statunitensi misurate dal Redbook Research Index, salite nella settimana conclusasi il 3 aprile del 5,2% annuo. In serata appuntamento con le minute del Fomc, il braccio operative della Federal Reserve.