Forex: Grecia, il pericolo ora è rappresentato dal “disorderly default”

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I mercati tornano a scendere e spingono al ribasso la moneta unica. Non cambia il copione in Europa, la crisi del debito si aggrava ogni giorno che passa e le istituzioni sembrano incapaci di controbattere. Dall’Ecofin non sono arrivate novità e la sconfitta elettorale rimediata dalla Merkel complica il quadro generale alla luce del voto sul rafforzamento del fondo salva-Stati EFSF. A questo punto lo spauracchio si chiama un “disorderly default”, un fallimento incontrollato destinato ad amplificare l’effetto domino nel Vecchio continente.

E sul valutario a pagare pegno è la moneta unica, che nel corso del pomeriggio ha toccato un minimo di seduta a 1,3586 ed a 103,95 contro dollaro e yen. In questo momento è in corso la conference call tra il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos e i capi della delegazioni degli ispettori della troika (Ue, Bce, Fmi), che per impedimenti non meglio precisati non sono presenti ad Atene.

Secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Reuters, che cita fonti del governo di Atene, gli ispettori avrebbero ridimensionato il gettito derivante dalla tassazione delle proprietà immobiliari approvata dall’esecutivo greco. I funzionari ritengono che il provvedimento sia in grado di garantire solo 1 miliardo di entrate, la metà rispetto ai 2 miliardi della stima governativa.

Particolarmente penalizzata anche la sterlina, scesa ai minimi dall’inizio dell’anno contro dollaro, a 1,5632, ed a livelli che non si vedevano da due anni e mezzo nel cross con lo yen, a 119,45. Il pound paga pegno al bollettino trimestrale della Bank of England, che ha rilevato come negli ultimi mesi sia aumentata la possibilità di un incremento del piano di allentamento quantitativo (QE). La BoE ha precisato che si è trattato di un provvedimento che ha avuto effetti “significativi” sul sistema finanziario e sull’economia del Paese, con un contributo sul prodotto interno lordo quantificato nel range 1,5-2 per cento.

“Gli investitori attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del Comitato di politica monetaria della BoE, ed eventuali segnali pro-QE potrebbero portare ad un ulteriore indebolimento della sterlina”, ha dichiarato Christopher Beauchamp, analista di IG Markets.

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