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Forex: Grecia ed elezioni finniche spingono giù l’euro

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Primi passi della nuova ottava con vendite sull’euro che nella prima mattinata ha toccato un minimo a 1,435 dollari con la terza seduta consecutiva intonata al ribasso. Il mercato guarda ai nuovi problemi legati alla crisi del debito in Grecia. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’Fmi avrebbe detto alle autorità europee che il debito in Grecia è insostenibile e una sua ristrutturazione dovrebbe essere presa in considerazione entro il 2012. Il ministro delle finanze greco, George Papaconstantinou, ha invece ribadito che la ristrutturazione del debito greco non rappresenta un’opzione presa in considerazione perché la Grecia è vicina al punto di svolta e l’economia si espanderà nel 2012.

Si guarda con preoccupazione anche agli esiti delle elezioni in Finlandia con il forte consenso riscosso dal partito degli euroscettici. Le elezioni politiche hanno visto la vittoria risicata dei conservatori con il 20,4%, ma a destare maggior clamore è l’affermazione del partito nazionalista ed euroscettico di destra dei Veri Finlandesi che ha conquistato il 19% dei voti. Il partito dei Veri Finlandesi si aspetta ora di partecipare alle consultazioni per la formazione del nuovo governo che dovrà far convivere al suo interno varie anime. Responsi elettorali che offrono uno scenario imprevisto che potrebbe incidere sia sulla messa in sicurezza del debito portoghese che sui timori di una ristrutturazione di quello greco.

Timo Soini, leader del partito Veri Finlandesi, ha subito puntualizzato che si attende modifiche al piano di salvataggio finanziario dell’Unione europea per il Portogallo. Piano per Lisbona che sarà discusso a partire da oggi e dovrebbe aggirarsi sugli 80 miliardi di euro.

Guardando all’Asia, si susseguono le mosse di Pechino volte a calmierare l’inflazione salita oltre le attese a marzo al 5,4% (massimi a 32 mesi). La People’s Bank of China ha annunciato ieri che alzerà, a partire dal 21 aprile, il tasso di riserva bancario di mezzo punto percentuale al valore record del 20,5%.

“La nuova manovra di politica monetaria restrittiva da parte della Banca centrale cinese potrebbe avere immediate conseguenze sulle valutazioni delle cosiddette commodity currency”, rimarca oggi Michael Hewson di CMC Markets.