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Forex: gli operatori si proteggono con le valute rifugio, oro a 1.250$/oncia

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Nonostante alcuni aggiornamenti macroeconomici migliori delle attese gli investitori continuano a puntare sulle valute-rifugio. Né la Bank of Japan con l’ulteriore allentamento quantitativo né alcuni dati macroeconomici migliori delle attese stanno spostando le preferenze degli operatori, che nonostante il miglioramento registrato sui listini azionari, sul valutario continuano a privilegiare yen e franco svizzero.

Il “flight to quality” legato ai timori per le condizioni dell’economia, soprattutto di quella statunitense, sta muovendo il dollaro/yen, che dopo un minimo di seduta fatto segnare a 83,950, in questo momento scambia a 84,1 (-0,5%).

L’altro protagonista della giornata è il franco svizzero, sotto quota 1,3 contro euro. Il cross scambia ai minimi storici e dopo aver toccato 1,2877, quota 1,2887 (-0,7%). La moneta elvetica scambia particolarmente tonica anche contro dollaro, con lo usd/chf a 1,0139, l’1% in meno rispetto alla precedente rilevazione e nei pressi dei minimi da 7 mesi. L’avversione al rischio è evidenziata anche dal rialzo di quasi 1 punto percentuale messo a segno dall’oro, a ridosso di 1.250 dollari l’oncia (1.249$).

Dal fronte macro statunitense, indicazioni confortanti dall’indice Redbook (+2,8% annuo e +1% nel confronto mensile) e dallo S&P/Case Shiller, che ha rilevato prezzi delle case in crescita a giugno del 4,23%; particolarmente importanti poi i 53,5 punti messi a segno dalla fiducia dei consumatori statunitensi ad agosto mentre il Pmi di Chicago ha deluso scendendo a 56,7 punti.