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Forex: gli operatori puntano sulle “colombe” della Fed

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Il mercato scommette su nuovi stimoli da parte della Fed. Il dollaro perde terreno nei cross con le divise ad alto rendimento in attesa della pubblicazione delle minute dell’ultima riunione del Fomc (Federal Open Market Committee) che potrebbero evidenziare una maggiore apertura da parte della Banca centrale statunitense all’approvazione di nuovi stimoli monetari. Ad alimentare l’ottimismo degli operatori ci sono le parole del chairman Bernanke che al termine della precedente riunione ha dichiarato che tra le misure prese in considerazione dal board per rilanciare la crescita e l’occupazione c’è anche un nuovo piano di acquisto asset.

Attualmente il cambio con il dollaro australiano quota in rialzo dello 0,7% a 1,0256 dollari statunitensi, quello con la divisa neozelandese sale di mezzo punto percentuale a 0,7982 mentre l’incrocio dollaro Usa/dollaro canadese arretra dello 0,3% a 1,0188.

Segno più invece per il cross con la divisa nipponica che avanza dello 0,4% a 79,69 yen. Vincenzo Longo di IG Markets Italia ritiene che domani mattina la Banca centrale nipponica “potrebbe decidere di intervenire per frenare l’eccessivo apprezzamento dello yen con qualche misura di quantitative easing”.

Nel corso del pomeriggio i dati macro a stelle e strisce hanno evidenziato il calo del disavanzo commerciale a 48,7 miliardi ed il +0,3% m/m delle scorte all’ingrosso a maggio. Ieri invece l’Agenzia Fitch ha confermato la tripla A statunitense ribadendo l’outlook a negativo, attribuibile sia all’incertezza che caratterizza la politica interna e sia alla crisi globale.

La tripla A, spiega la nota di Fitch, è sostenuta dall’economia in buona salute del Paese e dai rischi in calo sul settore finanziario. Non preoccupano i deboli dati macroeconomici, indice, secondo l’agenzia di rating, non di una situazione problematica ma di una ripresa graduale, che accelererà tra il 2013 e il 2014. Altro segnale positivo, segnala Fitch, è il debito interno che viaggia al ribasso verso i livelli pre-crisi.