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Forex: gli operatori iniziano a prezzare il default di Atene

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L’euro perde terreno a favore di dollaro e yen. Le notizie in arrivo da Atene non lasciano ben sperare e la moneta unica inizia a prezzare il possibile default della Grecia. Secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia Bloomberg la Germania si starebbe già preparando a fronteggiare il fallimento di Atene. Il cambio con il dollaro si attesta a 1,3681, livello più basso degli ultimi sei mesi, mentre quello con lo yen scende ai minimi da almeno 7 anni sotto quota 106 a 105,88.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg il governo guidato da Angela Merkel starebbe preparando un piano per sostenere il sistema bancario tedesco nel caso in cui la Grecia non dovesse riuscire a soddisfare le condizioni previste dal pacchetto di aiuti. Il piano di emergenza prevederebbe misure per aiutare banche e compagnie assicurative a fronteggiare una perdita del 50% sui bond ellenici.

Intanto le prime risposte relative il progetto di swap del debito sarebbero positive. È quanto ha dichiarato Petros Christodoulou, il n.1 dell’Agenzia che gestisce il debito di Atene (Public Debt Management Agency, PDMA). “Le risposte arrivate finora sembrano molto positive”, ha detto Christodoulou. Secondo quanto deciso a Bruxelles lo scorso 21 luglio, le banche europee potranno scambiare i titoli di debito ellenici con altri nuovi trentennali. Un’operazione che potrà essere effettuata solo se verrà approvata dal 90% degli interessati: nel caso in cui tale soglia venisse raggiunta, la Grecia riceverà il secondo pacchetto di aiuti da quasi 160 miliardi di euro.

Indicazioni decisamente negative per la moneta unica arrivano anche dalle dimissioni di Juergen Stark da membro del Comitato Esecutivo e del Consiglio direttivo della Banca centrale. Secondo indiscrezioni le dimissioni sarebbero riconducibili ai contrasti relativi il piano di acquisto dei bond governativi.

La forte avversione al rischio che domina i mercati sta ovviamente privilegiando le valute rifugio. Il cambio euro/franco registra una contrazione dello 0,6% a 1,2070 mentre il dollaro/yen è tornato a scendere con forza dopo la chiusura dei listini europei toccando un minimo di seduta a 77,08. Secondo Anthony Grech, analista di IG Markets, il movimento rialzista registrato nelle ultime sedute dallo usdjpy potrebbe continuare fino al 20-21 settembre, il giorno in cui è in programma la prossima riunione della Fed. “Nel frattempo -ha dichiarato Grech- i mercati cercheranno di capire se i funzionari della Banca centrale acconsentiranno a stampare nuova moneta. Il minimo accenno a maggiori stimoli produrrà un nuovo apprezzamento della moneta nipponica”.