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Forex: giornata a due velocità per l’aussie e la moneta unica

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Giornata all’insegna degli acquisti per il dollaro australiano. Le indicazioni in arrivo dalla Cina e l’andamento dell’inflazione sostengono l’aussie che spinge il cambio con il biglietto verde a 1,0334 dollari, lo 0,6% in più rispetto al dato precedente, mentre quello con la moneta unica arretra dello 0,7% a 1,2538 aud.

A settembre il Pmi cinese, in versione flash, è salito da 47,9 a 49,1 punti, il livello massimo degli ultimi tre mesi. Il risultato, che gli operatori sperano possa rappresentare un punto di svolta per l’economia del Dragone, ha beneficiato sia dal miglioramento della componente nuovi ordini e sia dell’incremento del sottoindice relativo le esportazioni.

Indicazioni bullish per l’aussie arrivano anche dall’inflazione che, salita più delle attese nel terzo trimestre, dovrebbe allontanare l’ipotesi di un nuovo taglio del costo del denaro da parte della Reserve Bank of Australia. Il Cpi australiano tra luglio e settembre ha messo a segno un incremento del 2% annuo, lo 0,6% in più rispetto al consenso degli analisti e lo 0,8% al di sopra dell’incremento registrato nel secondo trimestre.

Giornata all’insegna della debolezza per l’euro, penalizzato dagli aggiornamenti macro (Ifo e Pmi). Il cambio con il dollaro nel corso della prima parte è sceso in quota 1,292 ed attualmente scambia a 1,2947 sostenuto dall’accordo Grecia-Troika relativo il pacchetto di austerity che sbloccherà la nuova tranche di aiuti e dalla notizia che il Paese ellenico ha ottenuto due anni di tempo in più per centrare gli obiettivi di risanamento dei conti.

“Dal punto di vista tecnico il rimbalzo evidenziato dai bottom intraday a 1,2920 sembra al momento causato dalla condizione di ipervenduto in cui si erano venuti a ritrovare i principali oscillatori di breve periodo”, ha dichiarato Filippo A. Diodovich, Market Strategist di IG. “Segnali concreti di ripresa -continua l’analista- arriveranno solamente al di sopra di 1,30, preludio a un possibile allungo in direzione di 1,3084”.

“L’eventuale cedimento dei minimi a 1,2920 creerebbe, invece, i presupposti per una estensione della flessione fino sui supporti posizionati a 1,2895/90, minimo del 15 ottobre e area dove transitano al momento la media mobile a 50 giorni e la trendline rialzista partita dai bottom di fine luglio. Sotto tale riferimento la caduta potrebbe essere ancora più rovinosa e testare i sostegni a 1,28, bottom del mese in corso, e 1,2770, zona di passaggio della media mobile a 200 sedute, ultimi appigli utili per le prospettive grafiche rialziste di medio periodo”.