Forex: franco sugli scudi, il possibile rinvio del summit Ue penalizza l'euro

Inviato da Luca Fiore il Gio, 20/10/2011 - 18:49
Acquisti sul franco svizzero. Dopo aver toccato i massimi da 5 mesi in scia delle indiscrezioni relative un possibile innalzamento del floor, il livello minimo fissato a 1,2 lo scorso 6 settembre, oggi il cambio euro/franco arretra di 1 punto percentuale portandosi a 1,2301. Il rafforzamento della divisa elvetica è partito stamattina in scia alla diffusione dei dati sulla bilancia commerciale di settembre. Il surplus è salito a 1,85 miliardi di franchi svizzeri dagli 0,76 mld di agosto. Su base annua le esportazioni sono cresciute del 9,5% mentre l'import ha registrato un +1,5%.

La moneta rossocrociata beneficia inoltre del suo ruolo di asset rifugio vista la scarsa fiducia degli operatori sulla capacità dei leader europei di trovare una soluzione definitiva alla crisi del debito. Anzi, secondo indiscrezioni circolate nel pomeriggio, l'esecutivo tedesco starebbe pensando di posticipare il summit Ue previsto per il fine settimana. Stando a quanto riportato dalla testata tedesca Die Welt lo stallo delle trattative, e quindi il possibile rinvio del meeting, sarebbe attribuibile alle divergenze sulle modalità con cui aumentare la dotazione del fondo di salvataggio. L'euro perde quindi terreno anche contro dollaro, con l'eurusd che scende sotto quota 1,37 a 1,3694 (0,5%), e contro lo yen, a 105,29 (-0,4%).

"Il rischio -ha dichiarato Anthony Grech nel Forex Focus di Ig Markets- è che dal summit esca fuori solo un impegno generico a soddisfare le misure di austerità, senza alcuna soluzione concreta ai tre problemi che affliggono l'Eurozona (Grecia, banche e riforma dell'Efsf)".

Numerose le indicazioni macro arrivate dagli Stati Uniti. Il consueto dato sull'andamento delle richieste di sussidio di disoccupazione ha registrato un calo da 409 a 403 mila unità; peggio delle attese anche le vendite di case esistenti, scese a 4,91 milioni a settembre. In linea con i pronostici il superindice, che ha registrato un +0,2% mensile, e meglio del previsto il Philly Fed, l'indice che misura l'attività manifatturiera del distretto di Philadelphia, salito a 8,6 dai precedenti -17,5 punti.
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