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Forex: fiducia Usa ai minimi da più di due anni, lo yen torna protagonista

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Il dollaro si conferma debole nel cross con la divisa giapponese. Nel corso del pomeriggio l’incrocio usdjpy ha toccato un minimo di seduta a 76,6 yen in corrispondenza della pubblicazione del dato macro più importante della giornata, quello relativo la fiducia dei consumatori statunitensi. Il calo della propensione al rischio permette alla divisa nipponica di guadagnare terreno anche contro l’euro, a 110,67, e la sterlina, a 124,94 yen.

L’indice misurato dallo statunitense Conference Board ad agosto è sceso da 59,2 a 44,5 punti. Si tratta del livello minore dall’aprile 2009 ed un calo del genere non si registrava dall’ottobre del 2008. Gli analisti avevano pronosticato una contrazione decisamente più contenuta a 52,1 punti. Il sentiment dei consumatori, ha spiegato il Conference Board, è stato spinto al ribasso dall’andamento del mercato del lavoro e dalla volatilità dei mercati azionari.

Oltre che dalle cattive notizie in arrivo da Oltreoceano l’euro sconta anche il ritorno della tensione sui debiti sovrani. Per acquistare un euro sono necessari 1,4432 dollari e 1,1792 franchi svizzeri, -0,6%, in entrambi i casi, rispetto al dato precedente. Oggi il nostro Paese ha allocato sul mercato titoli per 7,75 mld, un buon risultato alla luce del range 6-8 miliardi fissato in precedenza.

A deludere sono state le richieste, che nel caso del decennale hanno superato l’importo offerto di 1,27 volte, dalle 1,4 volte della media. Il rendimento dei decennali è sceso dal 5,77% al 5,22% ma secondo gli analisti in mancanza dell’intervento della Bce sarebbe risultato maggiore del 6%. Il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi è così tornato sopra i 300 punti base. Indicazioni negative anche dai dati europei sulla fiducia, quella dei consumatori è scesa a -16,5 mentre quella economica è passata da 103 a 98,3 punti.