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Forex: l’Europa tira un sospiro sollievo dopo il successo dell’asta dei bond spagnoli

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Dopo essersi attestato di poco sotto quota-1,23 nella seduta di ieri, oggi la moneta unica, spinta dal successo dell’asta di titoli spagnoli, è arrivata a superare 1,24 toccando un massimo di seduta a 1,2412. Il Governo di Madrid ha ampiamente passato l’esame, collocando 3,48 mld di euro di bond scadenti tra i 10 ed i 30 anni: nel primo caso la domanda è stata 1,9 volte maggiore dell’offerta (2,03 a maggio) mentre nel secondo il dato si è attestato a 2,45 (1,38 a maggio). Il rendimento dei titoli a 10 anni è pari al 4,864% (dal 5,04%) quello a 30 anni al 5,908%. Ieri un’altra bella iniezione di fiducia era arrivata dal governatore della Banca di Spagna, Miguel Angel Fernandez Ordonez, che aveva annunciato la pubblicazione dei risultati degli stress-test sugli istituti di credito, per far sì che il mercato possa disporre di informazioni chiare “su quella che è la situazione del sistema bancario spagnolo”.

Il cross euro-dollaro in questo momento scambia a 1,2366, in crescita dello 0,55%; il greenback ha registrato un forte ribasso, che aveva portato il cambio sopra 1,24, a seguito della pubblicazione dei dati macroeconomici, deludenti per quanto riguarda nuove richieste di sussidio (a 472 mila, dalle precedenti 456 mila) e indice Philadelphia Fed (a 8 punti a giugno, dai 21,4 precedenti). Sostanzialmente in linea con le attese invece il -0,2% mensile dell’inflazione di maggio ed il +0,4% del superindice. Le partite correnti infine, hanno segnato un rosso di 109 mld di dollari nel primo trimestre.

Gli altri casi del giorno sono rappresentati dalla risalita della sterlina, a 1,4806 nel cable (gbp/usd, +0,67%) ed a 0,8350 nell’eur/gbp (-0,1%), e del franco svizzero, a 1,1136 contro dollaro (-1,5%) ed a 1,3772 nel cross con l’euro (-0,97%). Nel primo caso il pound ha beneficiato del soprendente +0,6% registrato dalle vendite al dettaglio a maggio, che ha doppiato il dato di aprile e fatto ampiamente meglio rispetto al -0,1% del consenso; la moneta elvetica invece si è mossa in scia delle dichiarazioni arrivate dalla Banca Centrale (SNB, Swiss National Bank), che oggi nell’escludere lo spauracchio della deflazione (le stime per l’inflazione 2010 e 2011 sono state alzate allo 0,9% ed all’1%) ha indirettamente aperto la strada ad una normalizzazione della politica monetaria.