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Forex: eurodollaro sopra 1,44, riflettori puntati sul vertice franco-tedesco

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L’euro recupera terreno dopo i minimi della mattina. Nonostante i dati sulla crescita del secondo trimestre, nel pomeriggio la moneta unica è riuscita a recuperare terreno in scia degli indici macro arrivati dagli Stati Uniti ed in attesa del vertice franco-tedesco. Ufficialmente voluto per discutere il miglioramento della governance europea, il meeting potrebbe portare novità dal fronte Eurobond, unanimemente riconosciuti come l’arma più potente per contrastare la crisi del debito.

L’euro in questo momento quota 1,4406 dollari dopo un minimo a 1,4356 toccato nella prima parte mentre con la divisa nipponica il cross si attesta a 110,49, contro i 110,12 della mattina. Andamento contrastato anche per l’euro/franco svizzero, che sale a 1,1399 in scia delle indiscrezioni di un prossimo intervento delle autorità elvetiche sul valutario.

Questa mattina un ulteriore conferma del rallentamento globale è arrivata dalla Germania. Tra aprile e giugno la prima economia europea è cresciuta di un misero +0,1% trimestre su trimestre, contro il +0,5% atteso dagli analisti. Il dato relativo il Pil dell’intera Eurolandia ha messo a segno un +0,2% trimestrale, 10 punti base in meno rispetto al consenso (+1,7% annuo).

Indicazioni invece positive dagli Stati Uniti. A luglio la produzione industriale ha registrato un rialzo dello 0,9% mensile, decisamente maggiore rispetto al +0,4% m/m del consenso. Ai massimi dall’agosto 2008 l’utilizzo della capacità produttiva, salita al 77,5%. Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, in linea con le stime i dati relativi il settore delle costruzioni, con i nuovi cantieri a 604 mila ed i permessi edili a 597 mila, e sopra il consenso il +0,3% m/m dei prezzi delle importazioni a luglio.

Bene anche la conferma, con outlook stabile, del merito di credito statunitense da parte dell’agenzia Fitch. Diversamente da S&P’s, Fitch ha rilevato che la tripla A “riflette l’eccezionale affidabilità creditizia degli Stati Uniti” poiché “la flessibilità, la diversificazione e la ricchezza della sua economia gli permettono di assorbire e di superare gli shock”.