Forex: l'eurodollaro sopra 1,3, acquisti sul dollaro canadese

Inviato da Luca Fiore il Lun, 19/12/2011 - 17:10
L'eurodollaro torna sopra quota 1,3 (1,3015). Dopo un minimo di seduta toccato a 1,2982 dollari, la moneta unica nella seconda parte di seduta ha riguadagnato posizioni in scia dell'intonazione positiva dei listini azionari. Nella prima parte il cross era risultato penalizzato dalle tensioni geopolitiche che potrebbero essere innescate dalla morte di Kim Jong-Il e dalle minacce arrivate dall'agenzia di rating Fitch.

Dopo Moody's, che ha annunciato di aver ridotto il rating del Belgio di due notch da "Aa1" a "Aa3", Fitch ha messo sotto revisione per possibili declassamenti sei paesi dell'area euro (Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Slovenia e Cipro) tagliando l'outlook sul merito di credito francese a negativo. L'agenzia ha inoltre definito "tecnicamente e politicamente fuori portata" una completa soluzione della crisi della crisi del debito europea.

Nel corso di un'intervista al Financial Times il neo presidente dell'Eurotower Mario Draghi ha rilevato come la crescita globale "stia frenando, mentre l'incertezza sta aumentando". Draghi ha inoltre esortato i politici europei ad agire per "ristabilire la fiducia sul fronte delle finanze pubbliche dell'Eurozona, assicurando una disciplina fiscale e rendendo il fondo salva-stati completamente operativo". "Uscire dalla Zona Euro -ha proseguito Draghi- e svalutare la moneta, creerebbe un'elevata inflazione e il Paese non sfuggirebbe alle riforme strutturali che dovrebbero essere comunque implementate, ma in una situazione più debole". Il presidente Draghi ha sostenuto che il programma di acquisto di bond della Bce "non è infinito".

In evidenza anche il loonie, il dollaro canadese. Il cambio euro/dollaro canadese scende dello 0,4% a 1,3483 mentre l'incrocio con il dollaro Usa segna un -0,2% a 1,0361. Il loonie beneficia dell'aggiornamento relativo le vendite all'ingrosso di ottobre, salite dello 0,9% mensile (consenso 0,0% m/m). E sempre per quanto riguarda i dati macro, l'indice preparato dall'associazione nazionale statunitense dei costruttori di case (NAHB, National Association of Home Builders) a dicembre si è attestato a 21 punti, al di sopra dei 20 punti pronosticati alla vigilia dagli analisti.
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