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Forex: euro/dollaro poco mosso, giù lo yen su tensioni politiche

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Relativa calma sui mercati valutari nell’ultima giornata del mese di maggio. Oggi mancherà la bussola statunitense con Wall Street che terrà i battenti chiusi in occasione del Memorial Day (chiusa anche Londra in occasione del bank holiday). Sul mercato valutario il cross euro/dollaro si mantiene a ridosso di quota 1,23 dollari dopo il ritracciamento di venerdì sera causato dal downgrade sulla Spagna decretato da Fitch. L’agenzia di rating ha ridotto ad AA+ il merito dei titoli pubblici di Madrid, a causa dell’aumento del debito, la scarsa flessibilità del mercato del lavoro e la modesta crescita economica. Oggi lo spread del decennale spagnolo/ tedesco risulta di 159 punti base, il 3 per cento in più rispetto a venerdì scorso.

Tra le altre valute spicca la debolezza dello yen col dollaro salito a 91,5 yen ed euro/yen a 112,6 yen. Pesano le tensioni politiche con il partito socialdemocratico giapponese che è uscito dalla coalizione di governo guidata dal premier Hatoyama a causa del dissenso relativo al trasferimento di una base Usa nell’isola di Okinawa dal centro città a una zona periferica. Una questione che il premier aveva promesso di risolvere entro maggio e che ha comportato una crescita del dissenso con l’opposizione che chiede le dimissioni di Hatoyama.

Sul fronte macro, accelera la crescita indiana a inizio 2010. Il prodotto interno lordo del terzo maggior Paese asiatico ha fatto registrare nei primi 3 mesi del 2010 un progresso dell’8,6% rispetto all’analogo periodo 2009. Il dato risulta in linea con le attese del mercato (consensus Bloomberg). Nell’ultimo scorcio di 2009 la crescita tendenziale era stata del 6,5%, dato rivisto al rialzo rispetto al +6% precedentemente dichiarato. India che ad aprile aveva lanciato la sfida alla Cina. Il governo di Mumbai ha infatti fissato un preciso obiettivo di medio termine: raggiungere nei prossimi anni tassi di crescita del prodotto interno lordo a doppia cifra e sorpassare la Cina come nazione a più elevato ritmo di crescita a livello globale. L’obiettivo fissato è quello di arrivare a una crescita del 10% entro l’esercizio fiscale 2012 sostenendo la crescita con investimenti in infrastrutture per 1 trilione di dollari. L’Fmi vede una crescita del pil indiano dell’8,8% nel 2010 e dell’8,4 per cento nel 2011. Settimana scorsa l’Ocse ha rimarcato che India e Cina necessitano di una stretta monetaria per combattere l’elevata inflazione. I tassi di riferimento in India sono al 3,75% dopo i due rialzi effettuati negli scorsi mesi.
Deboli riscontri macroeconomici sono invece quelli arrivati oggi dal Giappone con la produzione industriale che ad aprile è salita dell’1,3% rispetto al mese precedente, non impattando le attese che erano pari a un +2,5% m/m.

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