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Forex: l’eurodollaro chiude l’ottava sopra 1,3, Bini Smaghi apre al QE

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Seduta poco mossa per il cambio eurodollaro. L’ultima seduta prima delle festività natalizie si chiude con l’eurodollaro sopra quota 1,3 a 1,3051. Segno meno invece per il cambio con lo yen, che scende dello 0,1% a 101,87. Su base settimanale il primo cross non ha fatto registrare variazioni mentre il secondo ha guadagnato poco meno di 1 punto percentuale.

Nel corso della mattina l’euro è stato indebolito dalle dichiarazioni di Lorenzo Bini Smaghi che, in procinto di dimettersi dal board della Banca centrale europea, ha dichiarato che in caso di deflazione la Bce dovrebbe considerare l’ipotesi di un piano di allentamento quantitativo (Quantitative Easing, QE). “Alle banche centrali -ha detto Bini Smaghi- è affidato il compito di conseguire la stabilità dei prezzi e per farlo hanno l’indipendenza di scegliere gli strumenti più appropriati”. “Se le condizioni dei mercati -ha proseguito il neo-Presidente di Snam Trasporto- dovessero cambiare e dovesse emergere la necessità di una maggiore liquidità, non vedo perché il quantitative easing non dovrebbe essere utilizzato”.

Nella seconda parte il biglietto verde ha beneficiato delle indicazioni contrastanti arrivate dal fronte macro a stelle e strisce. A novembre gli ordini di beni durevoli hanno stupito in positivo gli operatori mettendo a segno un rialzo del 3,8% (consenso +1,8%). In linea con le attese invece le vendite di case nuove, attestatesi a 315 mila unità, mentre indicazioni deludenti sono arrivate dai redditi e dalle spese a novembre, saliti entrambi dello 0,1%. Il consenso degli analisti aveva pronosticato un rialzo rispettivamente dello 0,2 e dello 0,3 per cento.

Indicazioni negative anche dalla revisione al ribasso del Pil francese del terzo trimestre, in progresso dell’1,5% su base annuale rispetto al +1,6% dell’indicazione precedente e delle attese. Su base trimestrale la crescita è stata dello 0,3% contro il +0,4% precedente.

“Ci attendiamo -si legge nella nota odierna di Barclays- un calo dell’economia francese nel 4° trimestre (-0,2% q/q)”. “Il deterioramento -continua la nota- del mercato del lavoro a partire dal giugno 2011 ha attivato un calo della fiducia. Inoltre, è probabile che la spesa venga influenzata dall’intensificarsi delle politiche di consolidamento di bilancio”. “Al di là del calo degli investimenti e dei consumi privati, pensiamo che l’aumento dell’inflazione abbia offuscato le prospettive dei consumatori nel quarto trimestre”.

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