Forex: euro volatile, l'Aussie paga taglio stime della Rba

Inviato da Titta Ferraro il Mar, 05/07/2011 - 10:37
Mattinata abbastanza volatile per l'euro sceso fino a quota 1,446 dollari per poi riportarsi a ridosso di quota 1,45 dollari. Il Financial Times riporta oggi che la Bce si è impegnata ad accettare debito greco come collaterale a meno che tutte le maggiori agenzie di rating ritengano la Grecia in default. Ieri Standard & Poor's aveva avvertito che, secondo i suoi criteri, la proposta francese di un rollover da parte delle banche di oltre 30 miliardi di euro di obbligazioni greche tramite trasformazione in bond trentennali comporterebbe un default selettivo.

Sul fronte macro oggi indicazioni negative dalla lettura finale degli indici Pmi servizi e composite dell'eurozona a giugno. Il primo è stato rivisto al ribasso a 53,7 punti dai 54,2 della lettura preliminare. Si tratta dei minimi a 8 mesi. Il Pmi composite risulta invece sceso a 53,3 punti dai 53,6 della lettura preliminare. Si tratta dei minimi dall'ottobre 2009. A maggio l'indice si era attestato a 55,8 punti.

In Australia la Reserve Bank of Australia ha mantenuto i tassi invariati diminuendo però le stime di crescita per il 2011. I tassi sono rimasti fermi al 4,75% per la settima riunione consecutiva, in linea con le attese del mercato. La Rba ha sottolineato che la crescita 2011 sarà meno forte di quanto precedentemente stimato complice anche la maggiore incertezza dovuta all'aggravarsi della crisi del debito dell'eurozona. L'inflazione invece è vista vicina al target 2-3%.
Dopo l'annuncio il dollaro australiano è sceso fino a toccare un minimo a 1,0662 dollari Usa per poi risalire in area 1,07. Congiuntura australiana più debole che riapre il dibattito sui tempi e i modi delle prossime mosse di politica monetaria. "In questo quadro - rimarca la morning note odierna di CMC Markets - l'Aussie ha saputo mantenere le sue posizioni mostrando una certa resistenza al flusso di dati non positivi rilasciati nelle ultime 24 ore (non ultimo le indiscrezioni relative alla Cina, che potrebbe alzare nuovamente il costo del denaro questa settimana)".
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