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Forex: l’euro vola dopo l’accordo anti-spread

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Risk-on sul valutario. L’accordo europeo sulla crescita e le misure anti spread favoriscono il ritorno della propensione al rischio spingendo al rialzo le valute ad alto rendimento. In particolare evidenza la moneta unica, che poco fa si è riportata a ridosso di quota 1,27 dollari toccando un massimo di seduta a 1,2692 (massimo dal 21 giugno). Attualmente il cross quota in rialzo di oltre due figure attestandosi a 1,2667, l’1,8% in più rispetto al dato precedente e rialzo giornaliero maggiore degli ultimi 8 mesi. +2,6% invece per il cambio con la divisa nipponica che quota 101,19 yen.

“I mercati non si attendevano grandi progressi -ha commentato Anthony Grech di IG Markets- e quindi la notizia dell’accordo ha prodotto uno spike della propensione al rischio spingendo al rialzo la moneta unica”. Il rendimento del decennale italiano ha registrato un calo di oltre sei punti percentuali al 5,8% mentre quello dei bond targati Madrid è sceso di quasi il 9% al 6,32%. Segno meno anche per i rispettivi spread con i titoli tedeschi, in calo nel primo caso di 45 punti base a 425 mentre nel secondo sono scesi di 67 punti a 474.

Tra le commodity currencies spicca il balzo del dollaro australiano, che vede il cross con il biglietto verde salire di oltre il 2% a 1,0234, e quello del dollaro canadese che, anche in scia dei dati sulla crescita economica, arretra a 1,0194 (-1,3%). Ad aprile il Pil canadese ha evidenziato un rialzo dello 0,3% mensile. Gli analisti avevano pronosticato un incremento dello 0,2%.

Per quanto riguarda gli altri dati macroeconomici arrivati nel pomeriggio, +0,1% mensile a livello reale per il dato statunitense che misura le spese per consumi e +0,2% per i redditi. Sotto le stime l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) in versione “core” (quella depurata delle componenti straordinarie), salito dello 0,1% mensile (consenso +0,2% m/m), il Pmi Chicago, pari a 52,9 punti (attese a 53,7) ed il dato definitivo relativo la fiducia dei consumatori statunitensi misurata dall’Università del Michigan, pari a 73,2 punti (74,1).