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Forex: l’euro torna sopra quota 1,29 dollari, arretra lo yen

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Le nuove richieste di sussidio permettono all’eurodollaro di consolidare sopra quota 1,29. Segno più per la moneta unica che nonostante il downgrade della Spagna annunciato da Standard & Poor’s guadagna una figura rispetto ai minimi di seduta in scia della disponibilità del n.1 del Fmi Christine Lagarde a concedere due anni in più alla Grecia per il consolidamento di bilancio e delle indicazioni migliori delle attese arrivate dalle nuove richieste di sussidio statunitensi, scese la scorsa settimana di 30 mila unità a 339 mila, il livello minore dal febbraio 2008.

Indicazioni positive sono arrivate anche dall’asta di Btp da 6 miliardi di euro, al massimo del range previsto. Il rendimento del triennale si è attestato al 2,86% dal 2,75% di asta settembre, che rappresentava il rendimento minimo dall’ottobre 2010. Livelli decisamente contenuti se si considera che nel novembre 2011 il rendimento del triennale sul secondario si era portato oltre il 7,5%. Collocati anche Btp non più in corso di emissione con scadenza rispettivamente settembre 2016, agosto 2018 e marzo 2025.

L’eurodollaro sale così a 1,2944, lo 0,7% in più rispetto al dato precedente e la propensione al rischio sta spingendo anche il cross con lo yen che quota in rialzo dell’1,3% a 101,64. La divisa nipponica perde terreno anche contro il pound (gbp/jpy a 125,94, +0,8%) e nel cross con il dollaro (usd/jpy a 78,51, +0,6%).

In particolare evidenza anche il dollaro australiano che in scia dell’incremento messo a segno dalle buste paga, salite di 14.500 unità a settembre, quasi il triplo rispetto al consenso, quota 1,0280 dollari Usa. Gli operatori scommettono sul fatto che la vitalità del mercato del lavoro potrebbe indurre la Reserve Bank of Australia a confermare il costo del denaro nel corso del meeting che si terrà a novembre.