Forex: euro tonico nonostante le notizie in arrivo dalla Periferia

Inviato da Luca Fiore il Lun, 28/03/2011 - 19:20
Le indicazioni positive in arrivo dagli Stati Uniti spingono al rialzo la moneta unica. I miglioramenti evidenziati dal fronte consumi, saliti a febbraio dello 0,7% congiunturale, e dai dati relativi le vendite di case in corso, che il mese scorso hanno messo a segno un +2,1%, hanno incrementato negli operatori la fiducia sull'andamento della prima economia, spingendo così al rialzo la moneta unica.

Nonostante i rendimenti a livelli record dei titoli di Irlanda, Grecia e Portogallo, e l'esito delle elezioni tedesche, l'eurodollaro, che nel corso della seduta ha toccato un massimo a 1,4115, in questo momento quota 1,4097 dollari (+0,45%). La moneta unica guadagna terreno anche contro la divisa giapponese spingendo il cross eurjpy a 115,18 yen. Gli operatori stanno evidentemente continuando a scommettere sul prossimo rialzo del costo del denaro in Eurolandia.

Sempre per quanto riguarda gli Usa, di poco sotto le attese i redditi con un +0,3% ed il linea con le stime l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali in versione core, salito dello 0,2%. Sempre dagli Stati Uniti, l'indice che misura l´attività manifatturiera di Dallas a marzo ha mostrato una flessione a 11,5 punti.

+0,2% per il dollaro/yen, che quota 81,730. Il biglietto verde è sostenuto dalle dichiarazioni di alcuni esponenti della Fed, che nell'escludere un terzo round di allentamento quantitativo hanno annunciato che il QE2 potrebbe finire prima del tempo nel caso in cui i dati evidenziassero un miglioramento evidente. Secondo Anthony Grech di IG Markets "nelle prossime sedute la domanda di yen potrebbe per risultare tonica visto che le aziende giapponesi rimpatrieranno i fondi prima della fine dell'anno fiscale al 31 marzo".

Sale anche l'euro/sterlina, che con un +0,4% si porta a 0,8799; stabile invece il cable a 1,6010 dollari. Sul pound pesano le dichiarazioni di Adam Posen, membro del comitato di politica monetaria della Bank of England. Secondo Posen l'anno prossimo l'inflazione tornerà in area 1,5% e quindi un aumento dei tassi di interesse non è da ritenersi necessario.
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