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Forex: euro tocca nuovi minimi a 10 anni rispetto allo yen

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Primi scorci della nuova settimana con tensioni ancora elevate sull’euro che si è portato sui nuovi minimi da gennaio rispetto al dollaro. Il cross euro/dollaro si è portato sui minimi a oltre 8 mesi 1,3363 dollari per poi risalire sopra quota 1,34 in scia al cambio di umore dei mercati azionari, passati tutti in positivo dopo un avvio in deciso ribasso. Da notare anche il movimento del cross euro/yen, scivolato ai nuovi minimi a 10 anni a 101,93 yen. La valuta nipponica settimana scorsa è stata insieme al dollaro la valuta che si è maggiormente apprezzata in virtù del nuovo aumento dell’avversione al rischio sui mercati.

Secondo quanto riportato dal Sunday Times i ministri delle Finanze del G20 stanno lavorando a un ambizioso piano da 3.000 miliardi di euro volto ad aumentare l’entità del fondo salva-stati e a costituire fondi per la ricapitalizzazione delle banche. “La cautela rimane d’obbligo – rimarca oggi Michael Hewson, analista di CMC Markets – considerando che questa implementazione richiederà in ogni caso un passaggio parlamentare ulteriore per tutti i 17 Paesi membri, oltre ad una probabile ricapitalizzazione del sistema bancario europeo e un piano per pilotare il default greco”.

Ristrutturazione del debito che gli esperti di Citigroup ritengono ormai dietro l’angolo per la Grecia, e non solo. “Ora ci aspettiamo una ristrutturazione sostanziale e probabilmente coercitiva del debito sovrano greco entro la fine del 2012 al più tardi e probabilmente molto prima (entro la primavera del 2012 o addirittura dicembre 2011)”, si legge nella nota di Citi che poi traccia lo stesso scenario per Irlanda e Portogallo soprattutto a causa del “contagio politico”. Lo scenario prefigurato dalla banca d’affari statunitense è di un accordo tra la Grecia e la Troika, con quest’ultima che avrà un maggiore controllo sull’attuazione delle politiche di bilancio dopo il default. L’Eurosistema continuerebbe a finanziare le banche greche consentendo alla Grecia di rimanere nella zona euro. “Ci aspettiamo inoltre un ampliamento della capacità di prestito dell’EFSF e ulteriori programmi nazionali per ricapitalizzare le banche”, aggiunge il report di Citi.