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Forex: l’euro tenta il recupero, Knot (Bce) non esclude ipotesi default Grecia

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Il tentativo di rimbalzo dei listini europei sostiene l’euro dopo la forte volatilità della vigilia. Il cross euro/dollaro si è stabilizzato poco sopra quota 1,35 dollari dopo essere sceso ieri ai minimi da gennaio sotto quota 1,34 dolari. Ieri sera da Washington è arrivato a sorpresa un comunicato con i Paesi del G20 che si sono impegnati a dare “risposta forte e coordinata per affrontare le nuove sfide dell’economia mondiale”. Tema caldo è stato il fondo salva-Stati, che si propone come obiettivo quello di supportare gli aumenti di capitale delle banche meno solide. “L’area euro attuerà entro la prossima riunione le necessarie azioni per aumentare la flessibilità dell’Efsf e per massimizzare il loro impatto così da contenere il contagio”, rimarca la nota diffusa ieri sera.

Relativamente alla Grecia hanno fatto notizia le dichiarazioni del governatore della Banca centrale olandese e membro del consiglio direttivo della Bce, Klaas Knot, che non ha escluso la possibilità di un default di Atene. “E’ uno degli scenari possibili – ha dichiarato Knot al quotidiano olandese Het Financieele Dagblad – alla luce delle notizie in arrivo da da Atene che non sono incoraggianti”.

Intanto in Europa si guarda con preoccupazione al rallentamento economico in atto. Un ulteriore deterioramento del contesto macro potrebbe spingere la Bce a muovere subito sui tassi. Luc Coene, governatore della banca centrale belga, presente a Washington per il meeting annuale del Fondo Monetario Internazionale, non ha escluso la possibilità di un taglio dei tassi da parte della Bce già a ottobre se da qui a due settimane la congiuntura economica si mostrerà peggiore del previsto.

Tra le altre valute spicca la debolezza del dollaro australiano, che nelle ultime 24 ore è stato tra i più bersagliati dalle vendite perdendo la parità con il biglietto verde. “E’ entrato nel range 0,97/0,95 apparentemente senza alcun motivo fondamentale – commentano gli analisti di CMC Markets – ma semplicemente guidato al ribasso dai timori di recessione globale che hanno investito anche il continente asiatico”. La decisione della Fed di non prestarsi ad una nuova fase di quantitative easing ha comportato in generale un apprezzamento del Dollaro Usa rispetto alle altre principali valute.

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