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Forex: euro tenta recupero dai minimi, debole Pil India affossa la rupia

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Tentativo di recupero dai minimi a 23 mesi per l’euro che si è riportato sopra quota 1,24 dollari dopo aver toccato questa mattina un nuovo minimo a 1,2357 dollari. Ripresa della divisa europea aiutata dai riscontri migliori delle attese arrivati dalla Germania (+0,6% m/m delle vendite al dettaglio ad aprile e disoccupazione scesa al sorpresa al 6,7% a maggio). Oggi attesa per il referendum irlandese sul Fiscal Compact, il patto fiscale europeo concordato a fine gennaio che verrà introdotto a partire dal 2013. La vittoria del no al referendum non fermerebbe il processo di adozione del patto fiscale, in quanto è sufficiente l’approvazione di 12 dei 17 Paesi dell’area per l’entrata in vigore.

“Se il flusso di notizie negative dovesse continuare e la tensione salire ulteriormente il cambio potrebbe scivolare presto verso 1,20 – commenta oggi Asmara Jamaleh di Intesa sanpaolo – . Dal punto di vista tecnico, una volta sfondata la base a 1,2500 la strada verso 1,20-1,18 è virtualmente quasi priva di ostacoli. Le barriere più robuste sono i supporti intorno a 1,2250 e a 1,2150”.

View negativa anche quella degli analisti di Barclays Capital, i quali affermano che la debolezza della situazione europea porterà, a prescindere dall’uscita o meno dalle Grecia dall’euro, ad un deprezzamento dell’Euro sul Dollaro con diversi rischi che il mercato non starebbe prezzando, da una possibile spaccatura dell’area euro all’aggravarsi del rischio fiscale negli Usa. Le previsioni di Barclays Capital sul cambio euro/dollaro sono di 1,25 a 1 mese, 1,21 a tre mesi, 1,19 a sei mesi, fino ad 1,15 a dodici mesi.

Tra le valute ad alto rendimento spicca la nuova discesa odierna della rupia indiana, ai nuovi minimi storici rispetto al dollaro Usa. Il cross $/rupia è salito oggi fino a 56,515 con un bilancio negativo del 20% nell’ultimo anno. L’economia indiana ha chiuso il primo trimestre 2012 con una crescita del pil del 5,3% annuo (consensus era +6,1%) e l’anno fiscale 2011-2012 si è chiuso con un +6,5%, livello di crescita più basso dall’anno fiscale 2002-2003.