Forex: euro stabile in attesa del voto di fiducia a nuovo governo greco, giù l'Aussie

Inviato da Titta Ferraro il Mar, 21/06/2011 - 10:22
Quotazioni poco mosse oggi per l'euro dopo la veloce salita della vigilia. I riflettori sono ancora una volta incentrati sulla Grecia, in particolare al responso del voto di fiducia del parlamento di Atene alla nuova formazione di governo predisposta dal primo ministro George Papandreou. Nel weekend l'Eurogruppo ha deciso di rinviare a luglio la concessione della quinta tranche da 12 miliardi di euro del pacchetto di salvataggio da 110 miliardi concesso al Paese ellenico a maggio dello scorso anno. La concessione della nuova tranche sarà condizionata al voto favorevole da parte del Parlamento greco alle misure di austerity e al programma di privatizzazioni.

Il cross euro/dollaro alle 10.15 viaggia in area 1,4352 dollari dopo aver toccato dei massimi di giornata a 1,4375. "L'Euro è ben impostato per proseguire il rally rialzista: dopo aver superato quota 1,433 dollari il prossimo test è fissato a 1,45, supportato dalle notizie blandamente positive che arrivano da Bruxelles circa la determinazione di evitare comunque un default greco", rimarca il Forex Morning odierno a cura di Michael Hewson, analista di CMC Markets.

Sul fronte macro oggi in Europa riflettori rivolti sull'indice Zew tedesco che dovrebbe evidenziare un calo complice l'acuirsi delle tensioni sulla crisi sul debito e le attese di un rallentamento economico nei prossimi trimestri. In particolar modo lo Zew sulle aspettative economiche di giugno è atteso a -3 punti dai +3,1 del mese precedente. Nel pomeriggio invece l'agenda macro Usa prevede l'arrivo dei dati sulle vendite di case esistenti a maggio, che secondo il consensus di mercato potrebbero riservare un calo marcato del 5% su base mensile.

Tra le altre valute spicca il calo del dollaro australiano dopo che le minute della Rba hanno rimarcato come gli ultimi dati macro domestici non comportano alcuna urgenza di aggiustare l'attuale politica monetaria, allontanando così la prospettiva di una stretta sui tassi. "La Rba - rimarca Ben Taylor di CMC Markets - ha menzionato una serie di fattori (indebolimento della crescita del credito, calo fiducia consumatori, diminuzione degli occupati a tempo pieno) che non sembrano configurare un contesto inflazionistico in cui i tassi d'interesse debbano salire".
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