Forex: l’euro sprofonda di nuovo ai minimi da un anno contro dollaro

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L’euro torna ai minimi da un anno contro dollaro, scambiando a 1,3030 (-1,2%). Nonostante l’approvazione del pacchetto da 110 mld destinato ad Atene, gli operatori restano scettici sulla tenuta dei conti pubblici dell’Eurozona, sui quali pende ancora il rischio-contagio. Oggi poi Moody’s ed esponenti del governo tedesco hanno espresso scetticismo sull’entità degli aiuti, ritenuti insufficienti.

Non solo le difficoltà ancora legate ai fondi destinati alla Grecia, con l’approvazione da parte del parlamento tedesco calendarizzata due giorni prima delle elezioni in Nord Reno-Vestfalia, ma anche le possibili ripercussioni sul futuro dell’Eurozona delle misure straordinarie messe in campo in questi giorni, che da un lato potrebbero portare ad un minor rigore nella gestione dei conti pubblici, dall’altro autorizzare altri Paesi in difficoltà a chiedere lo stesso trattamento riservato ad Atene.

È seguendo questo secondo filone che nel pomeriggio si è diffusa la voce secondo cui la Spagna potrebbe chiedere un intervento finanziario per qualcosa come 280 mld di euro. In questo caso si aprirebbe uno scenario inedito, perché sarebbe decisamente più difficoltoso reperire i fondi e le possibili ripercussioni sarebbero decisamente maggiori rispetto al caso-Grecia. Sempre oggi Fitch e Moody’s hanno smentito di voler abbassare il merito di credito spagnolo.

La giornata si è caratterizzata anche per la debolezza delle commodity currencies, penalizzate dal Pmi cinese ai minimi da sei mesi e dall’intonazione generale delle materie prime, indebolite dall’incertezza generale. Discorso a parte merita il dollaro australiano, appesantito dalle dichiarazioni rese a margine della riunione della Reserve Bank che ha decretato l’innalzamento del costo del denaro al 4,5%. La RBA ha definito l’attuale livello dei tassi “vicino alla media”, mettendo quindi fine, per ora, alla politica restrittiva. L’aud/usd è quindi sceso dell’1,7% a 0,9107.

Chi ci guadagna è il dollaro, che vede il dollar index (misura dell´andamento del greenback contro un basket composto dalle sei maggiori valute) salire dell’1,09% a 83,165; il biglietto verde è stato favorito dalle tensioni sui mercati e dai dati macro (oggi +1,3% degli ordini all’industria a marzo) che ogni giorno avvallano la ripresa della prima economia del pianeta.

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