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Forex: euro sotto pressione dopo avvertimento di Moody’s alla Spagna

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Torna d’attualità la crisi del debito dei Paesi periferici con l’agenzia di rating Moody’s che oggi ha deciso di mettere il rating della Spagna, attualmente fissato a “Aa1”, sotto osservazione per un possibile downgrade a causa della vulnerabilità del funding della Spagna che si è amplificata recentemente a causa della fragile fiducia del mercato.

L’euro ha subito pagato dazio andando a scivolare sotto quota 1,33 dollari per poi attestarsi a 1,3329 dollari alle 10.05. Tra le altre valute l’euro si mantiene relativamente stabile rispetto allo yen (+0,12% a 83,92 yen) dopo il nulla di fatto di ieri sera del Fomc. Come previsto è stato confermato l’attuale costo del denaro nel range 0-0,25% ed il piano di acquisto asset da 600 mld di dollari. Il comunicato del comitato di politica monetaria della Federal Reserve ha evidenziato come l’intensità della ripresa non sia stata finora sufficiente a far scendere il tasso di disoccupazione. L’unica variazione sul tema è stata nel linguaggio che descrive l’andamento della congiuntura a stelle e strisce: nonostante un mercato del lavoro tuttora preoccupante, la Fed segnala un rafforzamento dell’attività economica valutando “continua” la ripresa dell’economia a stelle e strisce rispetto alla “lenta ripresa” indicata fino al precedente meeting.

In tal senso è arrivato ieri il forte dato sulle vendite al dettaglio statunitensi: a novembre hanno mostrato un progresso dello 0,8% m/m, dato è superiore alle attese degli analisti che indicavano un +0,6% m/m. Trend che dovrebbe confermare una forte crescita dei consumi personali nel terzo trimestre e quindi una forte spinta a un aumento del ritmo di crescita del prodotto interno lordo.

Guardando ai dati in uscita oggi, riflettori sul dato di novembre sull’inflazione statunitense che dovrebbe confermare il rallentamento in atto. Il consensus punta a un +1,1% a/a rispetto al +1,2% del mese precedente. Da monitorare anche l’indice sulla manifattura Stato di New York a dicembre (consensus 5 punti dai -11,14 punti precedenti), mentre la produzione industriale è attesa a +0,2 per cento su base mensile a novembre.

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