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Forex: euro sopra 1,40 $ dopo indici Pmi eurozona di ottobre, debole la sterlina

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Si sono stabilizzate le quotazioni del dollaro dopo il violento ritracciamento di ieri pomeriggio che aveva portato il cross dollaro/yen ai nuovi minimi dall’aprile 1995 a 80,85 yen sulle nuove preoccupazioni circa l’outlook economico statunitense. Alle 10.08 il dollaro viaggia a 81,01 yen. Il biglietto verde ha beneficiato delle parole di Geithner. Il segretario al Tesoro, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ha detto di non vedere la necessità di un’ulteriore discesa del dollaro nei confronti di yen ed euro.

Il cross euro/dollaro si è portato sopra la soglia di 1,40 dollari (1,4034) dopo ‘uscita degli indici Pmi dell’eurozona di ottobre. In particolare la moneta unica europea beneficia del rialzo a sorpresa dell’indice Pmi manifatturiero. L’indice è salito a 54,1 punti dai 53,7 di settembre. Il consensus era 52,7.

Ieri sera il Beige Book della Fed sulle prospettive dell’economia statunitense ha rimarcato nuovamente che l’economia Usa continua a crescere a ritmo ridotto. A pesare sono ancora l’andamento del mercato del lavoro che procede a rilento e dall’altro il settore immobiliare che si trova su livelli più bassi di quelli dello scorso anno. Nel pomeriggio riflettori puntati sul consueto dato settimanale sulle richieste di sussidi, che dovrebbero scendere a 453 mila unità dopo il rialzo a sorpresa della settimana precedente.

Intanto oggi i dati cinesi sul terzo trimestre riguardanti Pil e inflazione sono stati in linea con le attese, suggerendo che l’incremento del costo del denaro di 25 punti base varato in settimana da Pechino possa considerarsi sufficiente al momento.

Tra le altre valute spicca la forte flessione della sterlina rispetto a euro e dollaro. Il cross $/£ viaggia a 0,6336 (+0,40%), mentre quello euro/sterlina a 0,889 (+0,82%). Ieri George Osborne, Ministro delle Finanze britannico, ieri ha illustrato il piano di riduzione della spesa relativo i prossimi quattro anni. Il piano prevede un taglio della spesa pubblica per 83 miliardi di sterline. In media ogni ministero subirà una decurtazione del 25%. I dipendenti pubblici scenderanno di quasi mezzo milione di unità (490.000) ed i loro stipendi saranno congelati per due anni, sarà introdotta una nuova tasse sulle banche e gli affitti sociali saliranno all´80% del valore di mercato.

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