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Forex: l’euro si scalda nuovamente, cresce attesa per dati su inflazione e Bce

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Si mantengono alte le tensioni geopolitiche con focolai di rivolta che si sono accesi anche in Oman. Situazione che porta a pensare che oltre al Nord Africa, anche in medio Oriente si potrebbero verificare interruzioni alla produzione di petrolio con ilo prezzo del greggio tornato nuovamente in area 100 dollari a New York. In Libia circa i due terzi della produzione di petrolio è stata fermata. L’Oman invece rappresenta il maggiore produttore di petrolio mediorientale tra quelli non facenti parte dell’Opec.

Il cross $/chf viaggia oggi 0,926 (-0,24%) dopo aver toccato venerdì il nuovo record a 0,9228. Biglietto verde che oggi cede terreno anche rispetto all’euro. Il cross euro/dollaro viaggia sui massimi intraday a 1,383 dollari. Euro che si è anche riportato sopra quota 113 yen. La moneta unica europea mantiene la sua forza relativa in virtù principalmente delle crescenti attese per la riunione di giovedì della Bce che potrebbe mostrarsi più propensa a un rialzo dei tassi nei prossimi mesi. In tal senso sarà molto importante la lettura flash di febbraio sull’inflazione Ue in agenda domani (consensus +2,4% a/a, in linea con quella di gennaio).

“Se il dato di domani sull’inflazione europea dovesse essere più alto del previsto rimarca oggi Michael Hewson, analista di CMC Markets – aumenterebbero le scommesse circa l’atteggiamento della banca centrale giovedì, nonostante lo spazio di manovra per un rialzo dei tassi possa considerarsi ben limitato (specie in considerazione del nuovo governo irlandese che potrebbe rinegoziare gli aiuti concessi a dicembre e della Bce che rimane il prestatore di ultima istanza)”. Riguardo alla debolezza del dollaro, soprattutto nei confronti dello Yen, Hewson rimarca come pesino le attese di un proseguimento del QE2 almeno fino a giugno.

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