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Forex: l’euro scivola ai minimi da sei mesi

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Si rafforza la pressione ribassista sulla moneta unica. Poco fa l’euro ha toccato un minimo di seduta a 1,3818 dollari, il livello minore dallo scorso marzo. Minimi da sei mesi anche per il cross con lo yen, che quota 107,25. Gli operatori stanno vendendo euro in scia della debolezza delle piazze finanziarie e dalle indicazioni arrivate ieri dal n.1 della Banca centrale europea.

Trichet nel corso della conferenza stampa a margine della riunione del board ha tagliato le stime di crescita per il Vecchio continente, rinviando a data da definirsi una nuova stretta monetaria. Nel 2011 la crescita di Eurolandia si dovrebbe attestare nel range 1,4-1,8%, contro l’1,5-2,3% pronosticato a giugno; l’anno prossimo il dato è atteso tra lo 0,4 ed il 2,2%, dallo 0,6-2,8% indicato in precedenza. Alla luce di queste indicazioni tra gli operatori inizia a serpeggiare il sospetto che nei prossimi mesi l’Eurotower potrebbe vedersi costretta a fare marcia indietro ed a tagliare il costo del denaro.

Ieri sera poi nuova benzina sul fuoco è stata gettata dal Ministro dello Sviluppo Regionale greco Michalis Chrisochoidis. Il rappresentante dell’esecutivo nel corso di un’intervista alla testata Stuttgarter Zeitung ha anticipato che il rapporto deficit/Pil potrebbe essere maggiore di quanto stabilito per colpa della spirale recessiva in cui è caduta l’economia greca.”Per colpa della recessione il disavanzo sarà maggiore rispetto a quanto stabilito”, ha detto Chrisochoidis. Dichiarazioni che fanno il paio con l’aggiornamento arrivato dall’Istituto di statistica di Atene, che ha rivisto al ribasso dal -6,9% al -7,3% annuo il dato relativo il Pil del secondo trimestre.

Intanto nella notte il presidente Obama ha lanciato l’American Jobs Act, il piano per risollevare il mercato del lavoro Usa. Il provvedimento prevede l’aumento della spesa per le infrastrutture e per gli sgravi fiscali per un valore complessivo stimato ad oltre 440 miliardi di dollari. Qualche ora prima il chairman della Federal Reserve, Ben Bernanke, aveva confermato quanto già detto a margine del simposio di Jackson Hole: disponiamo di diversi strumenti per stimolare la crescita e siamo pronti ad utilizzarli. Come nel caso precedente Ben “Helicopter” non ha voluto fornire dettagli su quelle che saranno le misure che la Banca centrale Usa potrebbe mettere in campo.

“Le due opzioni principali – commentano oggi gli esperti di Fxcm- potrebbero essere rappresentate dalla ricomposizione del portafoglio dell’Istituto Centrale, tramite la vendita di bond a breve scadenza e l’acquisto di quelli a lunga, in modo tale da tenere i tassi di lungo su livelli controllati per aiutare la crescita, ovvero un nuovo piano di QE3”.

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