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Forex: l’euro sale in scia a voto greco su austerity, yen poco mosso dopo Pil peggiore attese

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Primi scorci della nuova ottava in spolvero per l’euro che viaggia in rialzo sul dollaro riportandosi nei pressi dei massimi a due mesi sul dollaro toccati nel corso della scorsa ottava. Il Parlamento greco ieri sera con 199 sì e 74 voti contrari ha dato il via libera alle nuove misure di austerity. Passaggio necessario per ottenere la concessione del nuovo piano di aiuti da 130 miliardi di euro e scongiurare il rischio di un default incontrollato. L’agenda ora vede mercoledì la riunione dell’Eurogruppo che deciderà proprio sulla concessione dei nuovi aiuti.

Il cross euro/dollaro ha toccato un massimo di giornata a quota 1,3285 dollari. “Se entro questa settimana si troverà una soluzione (positiva) definitiva potrebbe esserci spazio per un ulteriore rafforzamento verso 1,34-1,35. Ma dato che il problema greco si è dimostrato più complesso del previsto non è da escludersi che l’eventuale reazione rialzista del cambio sia più ampia”, rimarca la nota odierna sul mercato valutario curata dal’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo. Di contro qualora l’esito della riunione dell’Eurogruppo mercoledì fosse negativo, “l’euro rischierebbe di perdere quanto guadagnato la scorsa settimana tornando a 1,30 o sotto (supporto chiave 1,3026)”.

“Il voto favorevole al piano di austerità non risolve la questione – rimarca oggi il Forex Morning Comment a cura di Michael Hewson, senior market analyst di CMC Markets – la dura opposizione manifestata dai cittadini con le proteste di piazza nel weekend indica che l’attuazione del piano presenta molti rischi”.

L’ottimismo scaturito dall’ok del Parlamento greco alle nuove misure di austerity fa bene anche alle valute ad alto rendimento con il dollaro australiano tornato vicino a quota 1,08 dollari. Poco mosso invece il cross dollaro yen a 77,68. Oggi il dato preliminare sul Pil del quarto trimestre 2011 ha evidenziato una contrazione del 2,3 per cento annualizzato, oltre il -1,3% atteso dal mercato. Andamento peggiore delle attese della congiuntura nipponica che aumenta le pressioni sulla Bank of Japan per considerare un aumento del piano di quantitative easing.