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Forex: euro su con rumor tassi Bce, buy su sterlina dopo svolta Brexit

Ciò che ha scosso inizialmente l’euro è stata la constatazione che la fine del QE appare ormai inevitabile anche alle colombe della banca centrale.

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Sterlina ed euro protagonisti del forex, dopo la notizia dell’intesa sulla Brexit e i rumor sulla Bce.

Sul fronte dell’euro, la moneta unica ha riportato un rialzo immediato, dopo le indiscrezioni riportate da Reuters, secondo cui la Banca centrale europea guidata da Mario Draghi avrebbe deciso di spostare il dibattito dal piano di Quantitative easing alla direzione futura dei tassi di interesse.

In particolare, le fonti hanno segnalato che i funzionari si sentirebbero a loro agio con le aspettative dei mercati, che includono una prima stretta monetaria entro la metà del 2019. Immediata anche la reazione dei tassi dei Bund tedeschi, con quelli decennali che hanno puntato subito verso l’alto.

La sterlina invece è balzata dopo la notizia relativa al “passo decisivo” compiuto dall’Ue e dal Regno Unito nell’accordo sulla Brexit. Così lo ha definito Michel Barnier, responsabile dei negoziati per l’Unione europea, annunciando che le controparti hanno pubblicato in via congiunta una nuova versione della bozza per la Brexit.

L’intesa è stata trovata sul periodo di transizione concesso a Londra, anche se permangono questioni da definire riguardo al confine dell’Irlanda del Nord.

In ogni caso, il periodo di transizione dovrebbe durare dal 29 marzo del 2019 al dicembre del 2020.

Barnier ha detto anche che è stato raggiunto un accordo sui diritti di 4,5 milioni di cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e per gli 1,2 milioni di cittadini UK che vivono nell’Unione europea.

Forte balzo della sterlina, che accelera al rialzo superando la soglia di $1,40 nei confronti del dollaro, e attestandosi a $1,4060 circa.

La valuta britannica guadagna anche nei confronti dell’euro, con il rapporto EUR-GBP che perde più di mezzo punto percentuale, a GBP 0,8758 (riguardo agli altri cambi rilevanti, il dollaro è praticamente piatto sullo yen, attorno a JPY 106,10).

La sterlina testa il record in tre settimane nei confronti del dollaro, e il valore più alto in cinque settimane nei confronti della moneta unica.

Rumor Bce su tassi e Quantitative easing

Tornando all’euro, la fiammata dura poco: la moneta unica è in rialzo, ma non c’è nessun rally: nei confronti del dollaro, il cambio di attesta al di sopra della soglia di $1,23.

In base a quanto riporta Reuters, i funzionari della Bce si starebbero concentrando sempre di più su come procedere con i tassi: stando a cinque fonti interpellate dall’agenzia di stampa, alcuni membri del Consiglio direttivo vorrebbero che le aspettative future dei tassi fossero contenute, vista la lenta ripresa dell’inflazione.

Ciò che ha scosso inizialmente il forex è il fatto che la fine del QE appaia ormai inevitabile anche alle colombe della banca centrale.

“Non vedo un motivo serio che possa avallare un’altra estensione (del Quantitative easing, che scade formalmente a settembre di quest’anno)”, ha detto una fonte. Allo stesso tempo, tuttavia, è stata ribadita la necessità di “gestire le aspettative sui tassi con attenzione, considerati soprattutto i rischi associati al forex”.

Un’altra fonte ha poi detto:

“A prescindere da qualsiasi decisione prenderemo, i mercati inizieranno a scontare quella che verrà dopo, con il risultato di poter assistere a un forti rialzi nelle aspettative sui tassi”. E “queste aspettative dovranno essere ancorate in modo molto fermo, entro il momento in cui adotteremo la nostra prima decisione”.

Progressi sulla Brexit

E’ stata resa nota la nuova bozza sull’accordo sulla Brexit: le aree in verde rappresentano quelle questioni su cui è stato trovato un pieno accordo; quelle in giallo dove è stato raggiunto un accordo politico; quelle in bianco dove ci sono ancora discussioni in corso.

Il capo negoziatore per l’Ue Michel Barnier ha reso noto che il Regno Unito e l’Unione europea hanno trovato l’accordo sul periodo di transizione e anche su gran parte del trattato finale che disciplinerà il divorzio definitivo del paese dal blocco europeo. Allo stesso tempo, ha aggiunto, c’è ancora molto lavoro da fare.

Il periodo di transizione – ha continuato Barnier – “avrà una durata limitata, così come richiesto dal governo del Regno Unito e dall’Unione europea” e verrà utilizzato per finalizzare i rapporti che le controparti avranno in futuro, confermandosi una fase “intensa e ardua”.

Su questo punto, alla fine il Regno Unito è sceso a compromessi con l’Ue: la fine di tale periodo è stata fissata infatti al 31 dicembre del 2020 (che era la data che Bruxelles preferiva), e non al marzo del 2021 (come invece preferiva Londra).

I cittadini dell’Unione europea che arriveranno nel Regno Unito durante questo arco temporale beneficeranno degli stessi diritti di oggi. (su questo punto, May aveva opposto resistenza).

Il Regno Unito ha accettato inoltre che i pescatori dell’Ue abbiano lo stesso accesso alle acque britanniche di cui godono ora. La quota del Regno Unito sul pescato rimarrà la stessa, ma il paese disporrà solo del diritto di essere consultato in caso di qualsiasi cambiamento relativo alla pesca totale e non avrà invece il diritto di veto.

Ancora, il Regno Unito avrà il diritto di avviare trattative proprie sul commercio con i propri partner commerciali durante il periodo di transizione, ma non potrà rendere esecutivi gli accordi fino a quando la fase di transizione non sarà terminata.

L’intesa sul confine dell’Irlanda del Nord non è stata ancora raggiunta e trattative dettagliate sulla questione avverranno nell’arco delle prossime settimane.

“E’ necessario arrivare a una soluzione pratica e fattibile, al fine di evitare un confine “hard” (tra Dublino e Belfast) e per proteggere la cooperazione tra nord e sud”, ha detto ancora Barnier.

In ogni caso, Londra e Bruxelles sono riuscite a trovare un’intesa sul meccanismo del “backstop”, ovvero di uno spazio regolamentare comune, ipotesi che inizialmente la premier britannica Theresa May aveva respinto.