Forex: l'euro ritraccia i guadagni della mattina, la BoJ penalizza lo yen

Inviato da Luca Fiore il Mar, 14/02/2012 - 17:18
Seduta a due velocità per la moneta unica. Dopo gli acquisti in scia delle indicazioni in arrivo dalla Germania e dei risultati delle aste, nella seconda parte gli aggiornamenti macro statunitensi hanno nuovamente riportato l'eurodollaro in parità. Dopo un massimo di seduta toccato a 1,3215, in questo momento per acquistare un euro sono necessari a 1,3140 dollari, lo 0,1% in meno rispetto al dato precedente.

Nella prima parte la propensione al rischio, e quindi la moneta unica, era stata spinta al rialzo dall'incremento registrato dallo Zew e dai risultati delle aste indette dal Tesoro spagnolo e italiano. L'indice tedesco sulle aspettative economiche a febbraio è tornato in territorio positivo per la prima volta dal maggio 2011 attestandosi a 5,4 punti, contro i -21,6 del mese precedente. Il consensus Bloomberg era a -11,8 punti.

"Dopo i recenti dati macro deludenti, il dato odierno indica che questo periodo di rallentamento per la principale economia del continente è comunque limitato all'ultimo mese del 2011 e ai primi due mesi del 2012", ha dichiarato Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italia. Secondo Longo "il sensibile miglioramento della voce sulle aspettative indica che la seconda parte dell'anno potrebbe mostrare un deciso recupero per l'economia dell'intera area euro".

Per quanto riguarda le aste, Madrid questa mattina ha collocato titoli a 12 e 18 mesi per quasi 5,45 miliardi di euro, poco sotto i 5,5 mld del target massimo indicato. Il primo titolo ha evidenziato un rendimento medio dell'1,899% (dal 2,049% della precedente asta) mentre il 18 mesi rende il 2,308%, contro il 2,399% precedente.

Indicazioni positive anche dall'asta di titoli di stato tenuta oggi dal Tesoro italiano, che nel complesso ha collocato 6 miliardi di Btp, al top del range indicativo che era di 3,75-6 mld. I titoli con scadenza novembre 2014, collocati per 4 mld (range 2,75-4 mld), hanno evidenziato un rendimento medio del 3,41%, contro il 4,83% dell'asta dello scorso mese. Si tratta del livello minimo dallo scorso marzo. Buona la domanda con il bid-to-cover che è stato pari a 1,4, dall'1,2 della precedente asta.

L'ottimismo degli operatori dopo il giro di boa si è scontrato con il +0,4% messo a segno dalle vendite al dettaglio statunitensi a gennaio. Le attese del mercato erano per un più corposo +0,7%. Sostanzialmente in linea con le stime invece gli aggiornamenti relativi i prezzi delle importazioni (+0,3% m/m) e le scorte delle imprese a dicembre (+0,4% m/m).

Sotto i riflettori nel corso della seduta anche l'indebolimento dello yen, che quota 78,43 contro dollaro (+1,2%) e 103,02 (+1,1%) nell'incrocio con l'euro. Il calo della moneta nipponica è attribuibile alla decisione della Bank of Japan (BoJ) di incrementare di 10 mila miliardi di yen l'ammontare complessivo del suo piano di allentamento quantitativo.
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